Un'alleanza per la sovranità dei popoli – G. Valditara

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sovranitanazioniIl fenomeno politico nuovo che ha caratterizzato le società occidentali in questi ultimi anni è la affermazione di movimenti sovranisti ovvero populisti. Tratti comuni alla gran parte di questi movimenti sono la denuncia dei pericoli di una immigrazione incontrollata; il richiamo alla centralità della sovranità popolare e nazionale; la denuncia della oppressione fiscale; la difesa di un ceto medio in crisi; la polemica contro le oligarchie finanziarie, politiche e culturali; l'accentuazione dei temi di "legge e ordine" e della difesa della sicurezza del cittadino.

Questi movimenti appaiono dunque come la espressione di un più vasto e diffuso rigetto da parte di strati ampi della società del cosiddetto politicamente corretto e delle conseguenze che si ritiene abbia causato: impoverimento di importanti settori della popolazione; maggiore insicurezza; crisi del senso di identità collettivo; peggioramento della qualità della vita per i ceti più esposti alla convivenza con i grandi fenomeni migratori.

Il politicamente corretto è il frutto della affermazione di una rivoluzione culturale abilmente imposta da élites del pensiero "progressista", "liberal", socialista già ben prima della cosiddetta globalizzazione e che con la globalizzazione ha avuto un potente supporto. Quelle élites hanno saputo sviluppare una egemonia culturale di dimensioni mondiali che al di là della corrispondente forza politica ha progressivamente eroso i pilastri tradizionali della identità occidentale.

La tradizione occidentale aveva infatti fissato principi e valori molto precisi: l'idea che la democrazia coincida con la sovranità popolare ovvero con la sovranità dei cittadini; la definizione di confini al di fuori dei quali di è stranieri; la declinazione del valore libertà insieme con il fondamentale principio di responsabilità; la tutela della sicurezza del cittadino come espressione della difesa della libertà dalla paura; la subordinazione dello Stato agli interessi prioritari dei suoi cittadini e dunque lo svolgimento prioritario da parte dello Stato di due funzioni da sempre fondamentali: la difesa dei confini da ogni "invasione" e la tutela dell'ordine interno; la centralità della proprietà privata; la valorizzazione della famiglia come comunità naturale. Il politicamente corretto ha aggredito e messo in crisi tutti questi concetti.

Senza una adeguata analisi culturale, che strutturi e cerchi di affermare una visione alternativa al politicamente corretto in nome della tutela di quei valori e principi per noi fondamentali, qualsiasi affermazione politica "sovranista" o comunque alternativa all'establishment è destinata ad avere vita breve, a non fornire risposte adeguate sul lungo periodo e soprattutto a non incidere in modo significativo sulla realtà. Anziché riaffermare valori che sono a fondamento stesso dell'Occidente, si rischiano fatui fuochi di paglia.

Per avere effetto, questa riflessione culturale deve andare oltre i confini di singole nazioni, deve seguire piuttosto l'esempio che è stato dato dalla cultura "progressista", ovvero deve avere portata e dimensioni globali. Queste riflessioni e queste precise finalità ci hanno indotto ad avviare un percorso di dialogo e collaborazione con tutti coloro che in altre realtà internazionali condividano valori ed obiettivi.


valditarasmallGiuseppe Valditara

professore ordinario di diritto privato romano

Università degli Studi, Torino

già preside dell’ambito di giurisprudenza dell’Università Europea di Roma