Convegno "Tra sovranità e globalizzazione" - Intervento di Gianluca Savoini

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cartinamondiale1Nel 1989 crollava il Muro di Berlino, segnando la fine di un mondo. Dal 1989 ad oggi un altro muro ha cominciato ad ergersi, dividendo due mondi difficilmente comunicanti: quello dei fautori della globalizzazione economica e dell'abbattimento di tutti i confini da un lato, quello dei difensori della sovranità e dell'identità dall'altro.

Negli ultimi anni però il Nuovo Ordine Mondiale, costruito proprio sulle macerie del Muro di Berlino e del conseguente crollo dell'URSS, ha cominciato a scricchiolare spaventando non poco i suoi difensori ad oltranza. E' arrivata la Brexit, è arrivato Donald Trump alla casa Bianca. Tutti eventi definiti irrealizzabili dai cosiddetti "esperti" e dai media globali, tutti quanti schierati in difesa dell'establishment e dello "status quo".

Il risultato delle presidenziali francesi del 7 maggio ha infine confermato che esiste un sempre più importante numero di cittadini che non si riconosce più nelle vetuste parole d'ordine dei globalisti, che pensano esclusivamente agli interessi economici e delle grandi banche internazionali e non riescono perciò a calarsi nella realtà quotidiana vissuta da chi non guadagna nulla né dalla Borsa né dai ricavi dei grandi magnati mondialisti: e stiamo parlando della stragrande maggioranza della popolazione europea.

Il terrore dei globalisti è appunto quello di svegliarsi una mattina con il popolo nelle strade, con i forconi. Senza però le parole d'ordine che hanno contraddistinto le "rivoluzioni" epocali, da quella francese del 1789 a quella americana del 1776, passando per i vari Risorgimenti europei del XIX secolo e alla rivoluzione d'Ottobre russa del 1917.

Adesso le parole veramente rivoluzionarie (perché rivoluzionerebbero il sistema dominante) sono: identità, sovranità, tradizione, comunità. E' nato un fronte conservatore, in Europa e negli USA, che potenzialmente è maggioritario, in quanto la crisi in cui versa il fronte globalista è profonda e difficilmente superabile. Ma il sistema non è morto e possiede armi di propaganda formidabili, oltre che naturalmente finanziamenti enormi, e sta impegnandosi nella battaglia finale.

Nonostante la grancassa mediatica sia tutta schierata da una sola parte, salvo rare quanto importanti eccezioni come "Breitbart" negli USA e, nel nostro piccolo, "Logos" in Italia, tantissime persone non credono più alle falsificazioni, alle demonizzazioni, alle invenzioni propagandistiche dei globalisti.

Per questo motivo il convegno che abbiamo organizzato insieme a "Breitbart" può essere un punto di partenza per unire le forze e dare voce al mondo reale, che non vive pensando alle fluttuazioni di Wall Street, ma fa i conti ogni giorno con i problemi quotidiani, dalla disoccupazione giovanile (e non solo giovanile) all'immigrazione selvaggia, dalla criminalità diffusa alla tassazione sempre più elevata. La presenza esclusiva al nostro convegno del prof. Ted Malloch dimostra che si tratta di un'idea apprezzata e condivisa anche dal mondo conservatore americano.

 

savoiniGianluca Savoini

Direttore Responsabile