Come curarsi? - F. Menichini

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omeopatiaAlcuni anni fa, in occasione di viaggi di studio in Cina, per conoscere ed approfondire l’organizzazione dell’assistenza sanitaria alla popolazione, rimasi incuriosito dal fatto che il paziente al momento del suo ingresso in ospedale potesse scegliere se essere curato con la medicina tradizionale o con la medicina occidentale. Ho potuto accertare che la formazione accademica dei medici e degli altri sanitari era, sin dagli inizi degli studi universitari, dedicata all’una o all’altra forma di assistenza.

Nel nostro Paese gli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia seguono tutti uno stesso percorso formativo di 6 anni durante il quale decidono la specializzazione da intraprendere, che consentirà loro di esercitare la professione secondo le loro tendenze, preferenze e passione. Vi è la possibilità, per coloro che ne valutano l’efficienza terapeutica, non solo secondo la deontologia professionale, ma anche apprezzandone gli effetti benefici sui loro pazienti, di poter approfondire dopo la laurea e la specializzazione studi che consentono di arricchirsi della conoscenza di forme di medicina alternativa come la omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura, l’hayurvedica ed altro.

Tra queste opportunità l’omeopatia è quella che negli ultimi tempi ha maggiormente attirato l’interesse della comunità nazionale, europea ed occidentale in genere e se ne discute della validità scientifica, tenendo anche conto che in Italia, per esempio, non esiste nel sistema formativo universitario alcun corso di omeopatia. Quindi medici, farmacisti ed infermieri potranno assistere i pazienti solo sulla base delle acquisizioni personali che hanno appreso da autodidatti o per aver seguito alcuni dei numerosi corsi tenuti da docenti che hanno acquisito una formazione sul campo, magari mediante la valutazione e la utilizzazione degli effetti degli omeopatici sui pazienti.

Alcuni recenti episodi riportati con clamore (decesso del bimbo per inefficace terapia omeopatica) hanno posto sotto osservazione, per l’insuccesso nella terapia, i prodotti omeopatici e, giustamente, i responsabili della Sanità pubblica intendono dipanare i dubbi e rassicurare o far ravvedere gli utenti di tali forme di cure che, per come riferito dagli utilizzatori, seppur qualche volta efficaci, lo sono e lo restano in pochi casi di accertate patologie non acute e, in modo particolare, non infettive. La maggiore o minore competenza dei singoli sanitari nell’utilizzo di tali forme di cura alternativa è in ogni caso un elemento imprescindibile nel successo o meno per il paziente.

Il medico, il farmacista, il sanitario nella più ampia accezione, non potrà mai negare al paziente ciò che ne può alleviare il dolore o curare il male senza nuocere, tenendo conto del forte legame tra mente e corpo anche quando magari si tratti della mitica "aqua funtis", che agisce più a livello psicologico che su quello fisico. D’altra parte a nessun sanitario potrà o dovrà venire in mente di sostituire al bisturi un approccio omeopatico!

Tenuto conto che la libertà di scelta della cura è una delle prerogative costituzionali, il Governo Italiano, per il tramite dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha in corso un severo programma di accertamento della validità dell’utilizzo degli omeopatici e l’Area Autorizzazione Medicinali ha emesso un avviso/Linea Guida alle Aziende titolari di medicinali omeopatici relativo alle Avvertenze degli eccipienti da inserire negli stampati degli omeopatici. Inoltre, attraverso il “Portale Omeopatici” l’AIFA determina un percorso di collaborazione e trasparenza circa le “informazioni documentali da presentare in fase di rinnovo di autorizzazione per gli omeopatici, ponendoli in una posizione di avanguardia a livello nazionale ed europeo”. La data di scadenza per la presentazione del rinnovo delle autorizzazioni all’AIFA da parte delle Aziende produttrici è fissata al 30 giugno 2017 e, pertanto, a partire da quella data tutti gli omeopatici saranno corredati di una 1) domanda di rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei medicinali omeopatici, regolata dall’art.20 del D.lgs. n.210/96; 2) domanda di registrazione semplificata (art.16 del D.lgs. n.219/2006 e art.14 della direttiva 2001/83/EC).

Si sta arrivando, quindi, alla conclusione di un dibattito di antica data facendo chiarezza con l’impegno e le normative dell’AIFA e con la messa a disposizione dei milioni di utenti che desidereranno approcciare una forma di medicina alternativa, un armamentario terapeutico i cui componenti abbiano una identificazione ufficiale da parte delle Autorità preposte alla tutela e salvaguardia della salute evitando un pericoloso fai da te.

In parte diverso è peraltro il discorso relativo alla fitoterapia. Essa è una forma terapeutica fondata sull’utilizzo di piante la cui composizione chimica dei componenti attivi è stata validata da studi scientifici con pubblicazioni su riviste scientifiche a carattere nazionale ed internazionali con referee. È molto vasto il panorama di piante di cui dispone l’uomo ed è d’obbligo un doveroso riguardo nei confronti di quanto messo a disposizione dalla natura se si pensa che alcune delle molecole provenienti dalle piante sono tra i più potenti ed efficaci farmaci di cui si dispone: basti pensare alla Morfina dal Papaver somniferum, alla Vincristina e Vinblastina dalla Vinca rosea ed al Tassolo estratto dal Taxus.

menichiniFrancesco Menichini

professore ordinario di fitofarmacia

già direttore del dipartimento di scienze farmaceutiche

Università della Calabria