Un "cielo unico europeo" per un più efficiente controllo del traffico aereo - L. Del Signore

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aereonubiViaggiamo in aereo molto più di un tempo, per lavoro, per vacanza. Ma pochi sanno di rotte, di tempi e di costi di gestione di un traffico sempre crescente. E delle possibilità di implementare il servizio aumentando le possibilità di movimentazione dei velivoli negli scali e di diminuire tempi e costi. Un traffico crescente che nell’anno in corso il progressivo ad ottobre del 2017 ha ulteriormente consolidato la ripresa del settore con più di 152 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti (142 milioni nell’anno 2016). In particolare il principale sistema aeroportuale italiano Roma Fiumicino e Ciampino nei primi dieci mesi dell’anno 2017 consolida 40,3 milioni di passeggeri in linea con l’anno precedente (4,2 milioni ad ottobre 2017, 3,7 milioni a Fiumicino).

Mentre sul piano internazionale nello stesso anno si sono registrati 40,8 milioni di voli per più di 3,7 miliardi di passeggeri con un incremento di circa il 6% rispetto all’anno precedente. Con riferimento ai principali scali europei, l’aeroporto che ha fatto registrare una crescita significativa è stato lo scalo di Amsterdam Schiphol con (+9,2%). Sul risultato complessivo del traffico passeggeri ha inciso positivamente la forte crescita del traffico internazionale, pari al 6,2%, e, in particolar modo, del traffico nell’Unione Europea che registra un incremento del 7,6% rispetto al 2015.

Chiaramente i dati di crescita del traffico aereo portano ad una riflessione con effetti sulla gestione del “controllo del traffico” cui spetta contribuire a rendere sicuro, spedito e ordinato il flusso degli aeromobili al suolo e nei cieli di tutto il mondo attraverso l’applicazione di opportune procedure. Gli obiettivi sono prevenire le collisioni tra aeromobili sia in volo che a terra, rendere spedito e mantenere ordinato il flusso del traffico, fornire consigli ed informazioni utili per una sicura ed efficiente condotta dei voli attraverso il servizio di controllo d’aeroporto fornito dalla torre di controllo, il servizio di controllo d’avvicinamento.

È il momento di un intervento deciso a livello europeo che assicuri efficienza al controllo del traffico e con esso all’intero servizio trasporto. L’idea è quella di suddividere la gestione dello spazio aereo, anziché sulla base del territorio dei singoli stati, su blocchi funzionali di spazio aereo per massimizzare l’efficienza d’uso di quest’ultimo. All’interno di esso, il traffico, pur mantenendo la sicurezza come obiettivo primario, sarà anche gestito secondo le esigenze degli utenti e il bisogno di incrementare il traffico. L’obiettivo finale è quello di operare un controllo del traffico basato su modelli di volo che portino a maggiore sicurezza, efficienza e capacità.

Nell’Unione europea la gestione del traffico aereo è in gran parte nella responsabilità degli stati membri, che cooperano tramite un’organizzazione intergovernativa che comprende gli stati dell’Unione, oltre a gran parte degli altri stati del continente. La proposta è quella di abolire le 38 autorità nazionali europee di controllo da sostituire con una sola autorità, dando vita ad un “cielo unico europeo”, come negli Stati Uniti che riescono a gestire nel modo più efficace i transiti dei velivoli sull’intero territorio Usa. La soluzione va applicata superando le resistenze dei singoli Stati e gli interessi dei gestori locali. Lo impone l’esigenza di una maggiore sicurezza e di risparmi di tempi e denaro. Infatti oggi i voli in media sono più lunghi di 50 chilometri rispetto a quanto necessario a causa di cambi di tragitto oltre a costare ancora troppo ai passeggeri e a durare 10 minuti in più da scalo a scalo, oltre al rispetto dei corridoi di volo (militari) off limits al traffico civile. Questi fattori già da soli hanno un impatto negativo sull’economia e sull’ambiente.

Cielo unico europeo” è un progetto che potrebbe da solo migliorare la sicurezza, riducendo del 10% l’impatto sull’ambiente e tagliando i costi complessivi del 50%. Infatti il passaggio dall’area di pertinenza di un’autorità nazionale a quella immediatamente successiva comporta il pagamento di diritti e un aumento dei tempi di decollo e di atterraggio e, pertanto, di percorrenza, con effetti negativi di cui risentono non soltanto le compagnie ma anche i passeggeri e l’ambiente.

Anche se i tempi sono ancora troppo lunghi e i costi sono davvero alti la IATA (Air International Transport Association), organizzazione internazionale delle Compagnie Aeree a cui oggi aderiscono più di 230 vettori, in un report mette in evidenza tutte le inefficienze e le potenzialità del trasporto aereo nel Vecchio continente.

Di fronte a questi scenari è necessario riflettere su una nuova visione pensando a:

- Un “Cielo Unico Europeo” che deve avere lo scopo di porre fine a un’organizzazione della gestione del traffico rimasta immutata dagli anni Sessanta e ampiamente responsabile dell’attuale congestione degli aeroporti di cui si lamentano quotidianamente i passeggeri.

- Un “Cielo Unico Europeo” che va interpretato per aumentare l’efficienza della gestione del traffico aereo e dei servizi di navigazione aerea mediante la riduzione della frammentazione dello spazio europeo.

- Una gestione unitaria dei cieli Ue solcati dagli aerei porterebbe a un miglioramento del controllo del traffico, grazie al quale il Pil del Vecchio continente potrebbe crescere di 240 miliardi di euro al 2035, risparmiando 8 minuti per ogni volo e altri 4 per i ritardi negli scali, oltre a distribuire tra i vari Paesi Ue circa un milione di posti di lavoro. Oggi il settore contribuisce per 860 miliardi di dollari al Pil continentale sostenendo il lavoro di 11,7 milioni di europei che lavorano più o meno direttamente a mantenere in volo, a far decollare e atterrare gli aerei.


delsignoreLeonello Del Signore

consulente aziendale