Politiche e strumenti per Ricerca & Innovazione della Regione Lombardia - C. Roveda

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La Lombardia secondo i principali indicatori (spesa per R&S totale e delle sole imprese in rapporto al PIL, numero di brevetti internazionali pro-capite) si colloca ai primi posti fra le Regioni italiane, allineata alle principali regioni europee.

Lo scenario tecnologico alla base della 4ª Rivoluzione Industriale, si caratterizza, da un lato, per lo sviluppo e la diffusione di avanzate tecnologie digitali, in particolare nel campo della Intelligenza Artificiale e della Robotica, e, dall’altro per la integrazione fra ICT, Biotecnologie e Nanotecnologiche, generando un nuovo paradigma produttivo “dal Micro al Macro”, in sostituzione di quello tradizionale “dal Macro al Micro”.

Il processo di Reindustrializzazione Innovativa, che l’Unione Europea ha assunto come direttrice strategica fondamentale della politica economica, viene declinato, in primo luogo, secondo il modello dell’Economia Circolare. Si tratta di riconfigurare ogni ciclo di produzione industriale, dalla progettazione fino alla dismissione di un prodotto, in modo da minimizzare gli scarti, attraverso l’utilizzo efficiente delle risorse materiali ed energetiche e il recupero degli scarti, soprattutto i prodotti dismessi con la loro trasformazione in materie seconde e la loro rigenerazione. Esso richiede non solo il recupero dei prodotti alla fine della loro vita tecnico-economica, ma la riprogettazione e la riconfigurazione di tutte le fasi del ciclo produttivo.

Rispetto a questi scenari tecnologici e industriali la Lombardia deve mantenere una posizione di leadership a livello non solo italiano, ma soprattutto internazionale, attuando diffuse e profonde innovazioni basate su avanzate conoscenze tecnico-scientifiche secondo la logica della Sostenibilità e della Inclusività.

Le innovazioni devono essere sviluppate per applicazioni in ogni ambito, dall’agricoltura e dall’industria ai servizi, in primo luogo quelli forniti dalla Regione Lombardia (sanità, formazione, ambiente, ecc).

Così l’innovazione tecnologica, basata sulla conoscenza generata dalla ricerca, deve permeare e guidare tutta la policies della Regione Lombardia.

La caratteristica fondamentale delle muove tecnologie è la integrazione di conoscenze di diversi settori disciplinari per realizzare sistemi complessi.

Tenuto conto di questi elementi l’azione di promozione e sostegno a Ricerca & Innovazione della Regione Lombardia deve essere concepita e guidata a livello di Presidenza della Giunta, assicurando multidisciplinarità e multisettorialità nei diversi ambiti ed evitando dipartimentalizzazione, formalizzazione e duplicazioni.

Peraltro perché questa azione di coordinamento e integrazione abbia successo, occorre che il momento a livello di Presidenza di guida politica, unitaria e complessiva, sia efficace e quindi venga dotato di adeguati strumenti gestionali e organizzativi.

Le soluzioni ipotizzabili a questo fine sono molteplici e diversificati in termini di direzione strategica e strumenti di coordinamento e controllo.

Alla base di tali soluzioni sta la costituzione di un unico Fondo per Ricerca & Innovazione, con cui sostenere la realizzazione delle specifiche iniziative settoriali, promosso dalle diverse unità organizzative della struttura regionale.

Fra gli strumenti operativi, accanto a quelli tradizionali di sostegno finanziario a specifici progetti provenienti dai diversi attori dell’Economia Regionale della Ricerca & Innovazione, in primo luogo le imprese, ma anche singoli “creativi”, occorre fare ampio ricorso alla domanda regionale di beni e servizi, attuando il modello di Public Procurement di Innovazione.

Perché questo strumento risulti efficace occorre che, da un lato, la Regione si doti di adeguate capacità tecniche in grado di elaborare le specifiche delle innovazioni richieste per accrescere le qualità e le performance dei servizi offerti della Regione a cittadini e imprese, senza essere catturata dai fornitori, e dall’altro, semplificare le procedure, ricorrendo a opportune forme di negoziazione diretta.

A livello di iniziative programmatiche occorre, lanciare un Piano per l’implementazione del modello di Economia Circolare, che in una logica complessiva multisettoriale sia indirizzata prioritariamente ai settori industriali cosiddetti tradizionali, per fornire loro ulteriori vantaggi competitivi nel contesto della globalizzazione, accanto a quelli legati a qualità e creatività e innovazione semantica.

A tal fine è necessario sviluppare soluzioni tecnologiche innovative, alle quali le strutture di ricerca possono e devono fornire un contributo fondamentale.

Riguardo ai settori industriali avanzati, basati sulla conoscenza occorre promuovere e sostenere lo sviluppo di tecnologie integrate “ICT-Bio-Nano”, in grado di attuare i paradigmi produttivi della 4ª Rivoluzione Industriale, allineando le imprese lombarde allo State of the Art dei competitor internazionali.

Anche in questo caso è fondamentale il contributo di conoscenze avanzate, da parte di Università ed enti pubblici di ricerca, ai quali si richiede il superamento di dipartimentalizzazioni disciplinari e settoriali.

Riguardo infine le start-up, soprattutto quelle di tipo accademico, occorre promuovere e sostenere quelle a base tecnologica hard, che come dimostra l’esperienza di Paesi quali Israele, Corea del Sud, USA, possono offrire input significativi per la innovazione delle imprese industriali, in primo luogo quelle manifatturiere, nel contesto strategico della Reindustrializzazione.

 

rovedaClaudio Roveda

direttore generale

Fondazione COTEC