Alcune riflessioni e proposte per la Lombardia – R. Brustia

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lombardiamappa1In questo contesto storico, appare evidente che ogni realtà debba pensare al proprio sviluppo. E’ necessario, quindi, che una regione importante come la Lombardia pensi al proprio. Nel 2018, parlare di sviluppo vuol dire parlarne sotto vari profili: economico, sociale, welfare, avendo, sempre, come finalità principale, quella di migliorare le condizioni di vita degli abitanti della regione stessa. Spesso alla parola sviluppo si associa il tema delle risorse finanziarie per finanziare lo stesso.

Di conseguenza, si torna sempre all’annoso problema sul quale, noi italiani, siamo maldestri o maestri: come fare quadrare i conti? E’ pacifico che nessuno di noi abbia la ricetta giusta o la bacchetta magica, tuttavia, vorrei illustrarvi e rappresentarvi alcune riflessioni e alcune proposte che ho maturato negli anni, sulla base della mia esperienza, e grazie al mio costante aggiornamento su ciò che accade intorno a me e nel mondo in generale, che, troppo spesso, ignoriamo e/o dimentichiamo.

Prima riflessione

La prima riflessione che vi voglio rappresentare è quella secondo la quale, se vogliamo generare risorse che insistano sul territorio, dobbiamo essere in grado di attirare sul territorio soggetti con capacità di spesa (e, qui, mi riferisco all’argomento turismo) e soggetti che credano nelle realtà aziendali localizzate in Lombardia (e, qui, mi riferisco all’argomento investitori) che ritrovino in un determinato contesto le normali regole di ingaggio dei luoghi dove è facile investire (una su tutte, la certezza delle regole stesse!).

Turismo

In riferimento all’argomento turismo, non so quanti siano a conoscenza del fatto che nella regione Lombardia vi siano ben 10 siti Unesco ed 1 Patrimonio immateriale dell’umanità (il più alto numero in Italia!)

In particolare, mi riferisco:

  • alla ferrovia retica e al trenino rosso Bernina Express;
  • ai siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino;
  • all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci;
  • al parco nazionale delle incisioni rupestri della Valle Camonica;
  • al villaggio operaio di Crespi d’Adda;
  • ai Longobardi in Italia e ai luoghi del potere;
  • a Mantova e Sabbioneta;
  • ai Sacri Monti di Piemonte e Lombardia;
  • al Monte San Giorgio;
  • alle mura venete di Bergamo;
  • al saper fare liutaio cremonese.

Io non ero a conoscenza della loro esistenza fino a pochi giorni fa quando ho fatto una ricerca in tal senso e, come me, molti non ne sono a conoscenza, né in Italia, che all’estero.

Sempre parlando di turismo, la Lombardia, come molte regioni italiane, possiede grandi presidi di “Food”, oltre al “Fashion” e al “Design” (con Milano che la fa da padrona).

Tutti gli ingredienti di cui sopra sono una straordinaria miniera di risorse se opportunamente gestita e comunicata agli addetti ai lavori nelle parti cruciali del mondo definendo ed investendo risorse in una strategia di comunicazione mirata. Il regista di tutto ciò deve essere la regione.

Investitori

Quanto all’argomento investitori, la Lombardia è la prima regione in Italia per industria, agricoltura, ricerca ed innovazione (e ciò onestamente non mi meraviglia!). Esistono, quindi, molti target per gli investitori, in particolare, quelli esteri. Occorre, perciò, creare le condizioni ideali per chi decide di investire.

In primis, la certezza delle regole conscio, ovviamente, che non è solo un problema a livello regionale, ma la Lombardia dovrebbe porsi come motore e volano per il cambiamento.

Dopo aver creato le condizioni occorre comunicare il “dove?” e “a chi?”. Ora, io non sono un esperto di comunicazione però, sul “dove?” e sul ”a chi?”, qualche suggerimento ce lo avrei.

Dove? E’ evidente che deve essere fatto nei luoghi dove gli investitori operano, due luoghi in particolare: New York e Londra, anche attraverso accordi con banche italiane e/ o associazioni di riferimento per soggetti investitori esteri (Assogestioni, ad esempio).

A chi? Agli investitori esteri (fondi, banche, fondi pensione, family office).

Seconda riflessione

La seconda riflessione attiene ad un problema importante quale la casa e, in particolare, alla vicenda ALER. Ricordo che la generazione di risorse si ottiene anche attraverso la loro ottimizzazione, oltre che con la loro creazione. L’idea è semplice ma, allo stesso tempo, complessa: ALER oggi assorbe risorse e, per quanto ne sono a conoscenza, non si vede una luce in fondo al tunnel.

ALER oggi ha un problema legato ad una struttura “appesantita” che non consente di svolgere in modo adeguato il fine istituzionale. Assorbe risorse ogni anno e non svolge efficacemente il proprio ruolo.

La mia proposta è la creazione di una nuova ALER “spinoffando” la parte efficiente dalla vecchia. La nuova ALER deve diventare un player del mercato che investe risorse per il fine istituzionale primario, ma ne genera altre entrando in settori dove può creare sinergie utilizzando parte del patrimonio esistente

In particolare, ritengo di attenzione i settori:

- Student Housing;

- RSA;

- Social Housing.

In questi settori, ALER può e deve creare partnership con privati che investano attraverso procedure idonee (ad esempio, Project Financing, Fondi Immobiliari, Sicaf).

La vecchia ALER dovrebbe essere estinta attraverso un piano liquidatorio, in un periodo ritenuto compatibile, in tal modo si contingerebbero le risorse da destinare alla stessa e si introdurrebbe un principio di stop loss.

Terza riflessione

La terza riflessione attiene a come migliorare la gestione delle risorse nella sanità. Come tutti sappiamo, la sanità rappresenta un settore molto importante nella Lombardia e costituisce parte integrante del bilancio regionale lombardo.

Il settore della sanità pubblica ha la costante esigenza di semplificare ed efficientare la propria attività al fine di eliminare procedure superflue per i cittadini e gli operatori del sistema, alla luce dell’attuale congiuntura economica nella quale alla crescita della domanda sanitaria e socio sanitaria corrisponde una contrazione delle risorse disponibili.

Le regioni nello svolgimento delle proprie competenze in materia di sanità hanno pertanto la necessità di reperire risorse finanziarie necessarie per il raggiungimento dei propri obiettivi. La regione Lombardia, nell’ambito della propria attività di programmazione e pianificazione, deve progettare un riordino del sistema sanitario e socio sanitario lombardo tale da consentire il mantenimento e lo sviluppo dei livelli delle prestazioni riconosciuti sia a livello nazionale che europeo, anche nell’ottica di semplificare l’accesso alle stesse per i cittadini.

La mia proposta è volta all’ottimizzazione delle risorse dedicate alla gestione immobiliare dei siti ospedalieri esistenti e/o da ristrutturare e sarebbe quella di istituire uno specifico fondo immobiliare finalizzato alla gestione, allo sviluppo e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare in cui viene svolta l’attività sanitaria. Con strumenti molto noti al mondo degli investitori nazionali e internazionali, si possono reperire, infatti, risorse da investire a condizione di regolare chiare, conosciute e certe. Il tema è molto articolato e complesso, e qui ne ho dato solo un breve cenno al futuro governatore della regione Lombardia. E’ un tema già molto studiato e approfondito in alcune regioni del Nord Italia ma, tuttavia, al momento mai realizzato per svariate vicissitudini politiche.


brustiaRoberto Brustia

dottore commercialista in Milano

esperto fiscalista