La politica ambientale - C. Fazzini

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cittaecologicaNella politica ambientale il tema della sostenibilità assume carattere strategico in prospettiva immediata e nei prossimi anni. Oggi la questione è trattata prevalentemente o esclusivamente in termini di consumi energetici o di emissioni, ma la Regione può intervenire in modo incisivo su numerosi altri aspetti, che declinano variamente il concetto di sostenibilità su questioni diverse ma tra loro collaboranti per raggiungere l'obiettivo generale.


Se ne possono indicare tre tra i più rilevanti:

1.   Il riequilibrio sostenibile del territorio

2.   Il progetto della città sostenibile

3.   La promozione dell'architettura sostenibile


Il riequilibrio sostenibile del territorio

I problemi legati ai dissesti idrogeologici e la variazione negativa dei regimi idraulici sono legati in larga misura al degrado connesso all'abbandono dei territori: è vero per le zone di montagna un tempo abitate e coltivate, anche in relazione all'incuria dei boschi; ed è vero per la pianura, dove la parziale cancellazione del perfetto sistema irriguo dell'agricoltura è causa di inondazioni alle prime piogge abbondanti. Un riequilibrio sostenibile del territorio non può essere attuato solo con gli interventi di ripristino dei danni causati dal dissesto (che pure rappresentano una priorità); è necessario attuare una politica di conservazione attiva del paesaggio, volta a favorire l'occupazione con il ritorno a coltivazioni tradizionali e/o innovative, dove possibile, oppure, in alternativa, il recupero del territorio attraverso pratiche di turismo sostenibile. L'uno e l'altro possono rappresentare contemporaneamente un presidio insostituibile per l'equilibrio ambientale dei territori, e un incremento di sostenibilità economica complessiva del sistema.

Il progetto della città sostenibile

Le città sono ridiventate attrattive, è necessaria una spinta decisa verso la città sostenibile, in grado di creare equilibrio tra logiche insediative, livelli di traffico e accessibilità ai sistemi del lavoro e dei servizi, per stili di vita adeguati a tutte le tipologie di utenti urbani. A questo fine, per promuovere maggiori livelli di sostenibilità nelle città la Regione potrebbe utilizzare criteri di analogia con il Sistema Leed per la certificazione degli edifici, mediante il monitoraggio dei Comuni in base alle iniziative complessivamente finalizzate alla sostenibilità ambientale, favorendo con premialità la competizione su questi aspetti.

Un primo caso di applicazione potrebbe riguardare un tema di attualità: la sostenibilità è oggi vista in forte relazione con la riduzione del traffico automobilistico; la diffusione delle biciclette con pedalata assistita rilancia questo mezzo come una possibilità concreta di mobilità urbana, unitamente alle logiche del car-sharing. Favorire l'attuazione di un sistema efficiente di piste ciclabili sicure, in tutti i Comuni che abbiano problemi di traffico urbano (indipendentemente dalla loro dimensione) è un contributo di grande importanza perché l'attuale commistione, con i suoi problemi di sicurezza, impedisce lo sviluppo della mobilità dolce e provoca anche un forte rallentamento del traffico motorizzato.

Per quanto riguarda il coordinamento delle logiche insediative un criterio in fase sperimentale riguarda le analisi di retro-fitting, e cioè la verifica preventiva degli effetti (positivi e negativi) che un intervento progettato produce sull'organismo urbano.

La promozione dell'architettura sostenibile

Promuovere l'architettura sostenibile significa potenziare  l'azione legislativa che la Regione ha già svolto negli anni scorsi, ad esempio con le norme sugli incentivi volumetrici connessi all'efficienza energetica, prevalenti sui regolamenti edilizi comunali. Vi sono altri aspetti interessanti: ad esempio la dispersione in sottosuolo delle acque meteoriche laddove questo sia possibile, mediante conservazione di ampie superfici filtranti. Un altro, altrettanto importante, riguarda l'utilizzo per la costruzione di materiali a km zero o comunque di prossimità: il legno sta diventando un materiale importante per l'edilizia, ma salvo le coltivazioni di pioppi in Lomellina siamo rimasti molto indietro rispetto alle altre nazioni alpine: importiamo legno da lontano, mentre i nostri boschi sono abbandonati a causa di un equivoco criterio di conservazione che li sta facendo marcire (il bosco deve essere curato, cioè tagliato e rigenerato, non conservato). Analogamente, si potrebbe favorire l'impiego di materiali riciclati, soprattutto per utilizzi per cui già esiste da tempo la tecnologia appropriata; e l'impiego di tecnologie sperimentali per nuove soluzioni.

Vi sono infine questioni che riguardano le buone pratiche dell'architettura per la qualità dell'organismo edilizio e il benessere ambientale, non tutte legate alle tecnologie contemporanee, ma anche al recupero della tradizione: anche qui si potrebbero estendere gli incentivi economici a tutta l'ampiezza dei temi che possono migliorare gli edifici, anche in termini di benessere sociale degli abitanti.

 

fazziniClaudio Fazzini

professore associato di progettazione urbana

Politecnico di Milano