Formazione universitaria e nuove professionalità – M. Rosboch

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convegnorussia1In un recente e interessante congresso organizzato dalla prestigiosa Financial University di Mosca, studiosi provenienti da numerose università europee hanno avuto modo di riflettere sulla formazione di nuove professionalità in ambito economico e giuridico. Vorrei proporre in merito qualche riflessione come giurista, studioso in particolare dell’evoluzione storica del diritto europeo.

Vale la pena partire dall’idea che per educare al futuro sia necessario avere consapevolezza della storia da cui si proviene: la nostra storia giuridica e politica è ricca di valori e di istituzioni durature. Proprio i valori e le istituzioni possono orientare anche la vita economica e creare uno sviluppo sostenibile.

In breve, la tradizione giuridica europea si è formata a partire dal secolo XI sulla base del diritto romano e del principio di equità dando origine allo “ius commune” e ai nuovi istituti dello “ius mercatorum”. In seguito, dopo la nascita degli Stati nazionali si sono sviluppate le carte costituzionali e i diversi codici, a tutela delle libertà politiche e dei diritti soggettivi.

Ma sia prima sia dopo i giuristi (e gli uomini di cultura) hanno parlato la stessa lingua, cosa di cui si sente il bisogno anche oggi nei rapporti fra est e ovest e anche fra nord e sud del mondo. In questo spirito, vorrei evidenziare alcuni punti di discussione in vista di una educazione futura e di una nuova economia “a misura d’uomo”.

In primo luogo il superamento dell’assenza di valori e il ritorno all’etica; il filosofo Augusto Del Noce (nel suo importante saggio dedicato al problema filosofico della violenza, 1980), descrive l’eclisse della dimensione etica come base della violenza e del conflitto: egli sottolinea come l’efficienza possa divenire diviene l’unico valore. E allora si afferma la totale reificazione propria dell’efficientismo mercatista che porta alla reificazione dell’essere umano e al predominio assoluto della violenza. Per questi motivi occorre ripensare alle proprie tradizioni, alle basi della convivenza e ai valori di riferimento comuni.

In secondo luogo occorre collegare la libertà individuale con le libertà economiche; il grande romanziere russo Vasily Grossman ha scritto con riguardo alla dignità umana: “La sua irripetibilità, la sua unicità sono l’anima di ogni singola vita, sono la libertà. Il riflesso dell’Universo nella coscienza umana è alla base della forza dell’uomo, ma la vita diventa felicità, libertà, valore supremo solo quando l’uomo esiste come mondo che mai potrà ripetersi nell’infinità del tempo. Solo quando riconosce negli latri ciò che ha già colto dentro di sé l’uomo assapora la gioia della libertà e della bontà” (Vita e destino, p. 530).

Infine, è importante superare le barriere fra le scienze e le diverse discipline: la formazione “tecnica” ha bisogno delle scienze umane e l’umanesimo ha bisogno delle nuove tecnologie e del rigore tecnico. Gli operatori del diritto e gli economisti sono prima di tutto uomini e alla loro educazione integrale deve tendere la formazione universitaria. Per formare nuove competenze e figure professionali occorrono nuovi percorsi formativi e uno scambio di esperienze fra paesi diversi.


rosbochMichele Rosboch

professore associato di storia del diritto italiano

Università di Torino