Gli italiani, l’euro e l’Unione Europea – A. Ferrari Nasi

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parlamentoeuropeo1Tns-Kantar è uno dei più importanti istituti di ricerca mondiali, presente in oltre 80 paesi. Il programma di ricerche sulla pubblica opinione Eurobarometro viene condotto per conto della Commissione Europea dall'anno 1973, sotto il controllo scientifico delle migliori università europee. Da qualche anno è Tns-Kantar che svolge le rilevazioni dell'Eurobarometro e, per quanto sopra detto, non v'è alcun dubbio che la qualità delle ricerche sia massima.

Una premessa doverosa, in quanto i dati che AnalisiPolitica ha elaborato sui risultati dell'ultimo rapporto sulle opinioni dei cittadini su Ue ed Euro, offrono un serio spunto di riflessione.

Per il 69% degli Italiani il giudizio sull'Unione Europea è positivo. In questa grande maggioranza, troviamo principalmente uomini, di età produttiva, tra il 25 e i 55 anni, di istruzione medio-alta. Al contrario, la pur non trascurabile quota del 24% a cui l'UE non piace, è caratterizzata da disoccupati, pensionati, casalinghe e lavoratori manuali. I molti dati della ricerca che indagano sulle motivazioni che portano a questo giudizio nettamente favorevole sull'UE, sono probabilmente sintetizzabili col fatto che il 66% ritiene che: "il progetto UE offre una prospettiva futura per i giovani". In pratica, l'Europa è il domani per i nostri figli.

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Quando si parla di Euro, invece, le cose cambiano, gli Italiani si dividono a metà. Per i 45% di essi è un bene averlo in Italia, ma per il 40%, solo pochi di meno, è un male. Il dato interessante, però, è vedere come la stessa maggioranza vista prima (62%) ritiene che la moneta unica, sia un vantaggio per gli altri paesi dell'unione. Insomma, per gli altri paesi l'Euro è un pro, per noi un po' meno. Vien da chiedersi: perché? Siamo stati meno bravi noi oppure sono gli altri che ci hanno ostacolato? Su questo aspetto bisogna interrogarsi, essere sicuri della risposta e mettere in campo le giuste azioni, magari proprio con un governo che non accetti supinamente dinamiche date ormai per scontate. Quello che gli Italiani non possono più dire, però, è che l'Euro, tecnicamente, come moneta, non funzioni. Sono proprio loro, ad ammettere che per 18 stati e 300 milioni di persone la moneta unica è stata un vantaggio. E allora è meglio che gli Italiani imparino bene le regole del gioco, perché ci rifiutiamo di credere che Estoni, Croati, Ciprioti, o anche Francesi, Olandesi e gli stessi Tedeschi, abbiano cervelli più fini dei nostri.


ferrarinasiArnaldo Ferrari Nasi

sociologo e analista politico

professore a contratto di analisi della pubblica opinione

membro della Società Italiana di Scienza Politica