Un sovranismo “pragmatico” in Austria: Quo vadis Kurz? – D. Mattiangeli

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austriabandieraNegli ultimi mesi si legge sempre di più, sia nei diversi giornali austriaci, come anche in alcuni italiani e addirittura in studi pubblicati a Princeton[1] del fenomeno del ”sovranismo“ in Europa, e spesso ci si concentra (forse anche a causa della recente Presidenza del consiglio europea da parte dell’Austria) sul nome di Sebastian Kurz, 32 enne cancelliere Austriaco.

Ma prima di parlare di un sovranismo, che si fondi su basi scientifico-ideologiche e legali, simile a quello leghista intrapreso da Salvini in Italia, anche grazie all’aiuto del Prof. Valditara, dovremmo capire cosa si intende con la parola “Soveränität” nell’ambito della scienza politica universitaria e in quello pratico in Austria.

In senso scientifico la parola “Soveränität” si riferisce a tutti quegli ambiti di diritto pubblico e privato che si ricollegano alla sovranità nazionale e cioè all’indipendenza legislativa di uno stato in determinati ambiti, come potrebbero essere quelli della politica di cittadinanza e di integrazione dei flussi migratori, come quella di difesa dei propri confini. Naturalmente vivendo noi europei in un’unione non solo commerciale ma anche politica, alcune di queste “prerogative” degli stati nazionali sono state riviste nell’ambito più diffuso di applicazione del diritto comunitario in materia pubblica e privata. Un esempio su tutti la convenzione di Schengen sui controlli interni agli Stati europei o il programma Frontex per il controllo dei confini esterni dell’Unione.

Proprio sulla base di questi accordi europei, la sovranità nazionale dei singoli stati dell’unione ha riscontrato negli ultimi 20 anni determinate restrizioni. Queste restrizioni, soprattutto nell’ambito della politica di accoglienza dei flussi migratori e di controllo delle persone all’interno del proprio territorio, hanno incontrato in Austria, come del resto in gran parte d’Europa un certo crescente malumore da parte dei cittadini dei singoli stati nazionali.

Proprio sulla base di questo malumore, piuttosto che sulla base di una corrente ideologica e scientifica, si è sviluppato un determinato programma politico intrapreso da Sebastian Kurz per recuperare “sovranità” su questi punti all’interno dei confini nazionali. Un programma politico che all’inizio aveva incontrato addirittura resistenze all’interno del proprio partito (l’ÖVP- Österreichische Volkspartei, ovvero il partito popolare austriaco di ambito cristiano-sociale) spingendolo alla creazione di una nuova corrente o raggruppamento denominato oggi “Neue Volkspartei”[2] ovvero “nuovo partito popolare” che si differenzia peraltro dal “partito madre” anche per i colori (ora turchese e non più nero) e per la denominazione delle liste alle lezioni politiche: Liste Kurz-ÖVP e cioè lista Kurz- ÖVP. La lista Kurz risultò alle elezioni del 2017 la più votata in Austria e mise in atto un governo insieme al terzo partito più votato, l’FPÖ (Freiheitliche Partei Österreich- Partito libertario austriaco), ovvero un partito di destra sociale, simile per programma, a quello che in Italia era prima il Fronte Sociale Nazionale.

Proprio nel programma di questo movimento di Kurz, come in diversi provvedimenti legislativi di questo primo anno di governo della coalizione Kurz-Strache[3] possiamo trovare i punti fondamentali e alquanto pragmatici di questo nuovo “Sovranismo” austriaco.

Iniziamo innanzitutto dal punto programmatico elettorale sul sito www.neuevolkspartei.at, ovvero la pagina web ufficiale del movimento politico di Kurz[4]. In queste brevi ma chiare righe si leggono gli intenti della politica del nuovo governo di Kurz in tema di gestione dell’immigrazione e di riforma del diritto di cittadinanza. Per riassumere, le linee guide, senz’altro pragmatiche e prive di connotazioni razziste, comprendono: 1) snellimento e maggiore efficienza dei provvedimenti sul diritto di asilo nei singoli casi, 2) una variazione dei servizi erogati ai migranti (nel senso di una diminuzione dei vantaggi per rendere meno attrattiva la migrazione verso l’Austria basata sul solo fattore economico-sociale) , 3) maggiore efficienza nei procedimenti di rimpatrio, 4) regolamentazione della migrazione legale sulla base delle necessità economiche austriache, 5) elargizione della cittadinanza dopo 6 anni solo agli immigrati che effettivamente contribuiscono ad apportare prestazioni positive al sistema e sennò dopo 10 anni, 6) proroga dell’attesa per l’entrata di richiedenti asilo, 7) divieto di cittadinanza per quei migranti che hanno commesso delitti; 8) corso obbligatorio per accedere all’esame di cittadinanza.

La maggioranza di queste linee guida si sono tradotte in provvedimenti amministrativi e legislativi[5], che vengono riassunti dalla cosiddetta “Fremdenrechtsänderungsgesetz 2018”, che tradotta significherebbe “Adattamento legislativo del diritto degli stranieri”, che va a cambiare diversi paragrafi legislativi di differenti leggi pre-esistenti, nonché regolamenti amministrativi interni[6]. A tutto questo si aggiungono inoltre diverse azioni presi dall’esecutivo volte a “scoraggiare” l’arrivo dei cosiddetti immigrati “opportunisti” e cioè di coloro che si stabiliscono in Austria non tanto per motivi legati a persecuzioni politiche o a violazioni dei diritti umani basilari ma per puro vantaggio economico e per usufruire del sistema sociale nazionale. Un esempio di questi provvedimenti è l’attuale assai discussa decisione[7] della cosiddetta “Anpassung” (in realtà “Anpassung des Kindergeldes” e cioè adattamento della somma dovuta per i figli) e cioè dell’adattamento degli indici delle prestazioni monetarie a favore dei figli dei migranti residenti all’estero. Un provvedimento che lega il valore della prestazione allo stato economico del paese in cui questi figli effettivamente risiedono e non allo standard austriaco. Una decisone amministrativa, che se oggi fa tanto discutere, era già stata presa nell’ambito dei rimborsi ai dipendenti pubblici per viaggi sostenuti in diversi paesi[8], legando la somma del rimborso al costo della vita di quei paesi, già nei lontani anni 2000. Oppure il provvedimento legislativo per la velocizzazione dei processi contro coloro che commettono violenza sulle donne, siano essi cittadini o no (qui la statistica degli ultimi anni è relativamente univoca), o l’azione del governo (che prevede l’immediata espulsione dal paese) contro i cosiddetti “Hassprediger” islamici e cioè coloro che in nome del fondamentalismo islamico predicano odio contro tutte le altre religioni[9]. Tutta questa serie di interventi dell’esecutivo mirano ad integrare e novellare la legge austriaca del 2017 sull’integrazione[10], nonché quella sulla cittadinanza del 1985[11].

Tutta questa serie di provvedimenti e nonché gli aggiustamenti legislativi[12], derivati proprio dai punti programmatici appena esposti, in questo primo anno di governo di Kurz sembrano a mio avviso andare nella direzione “sovranista” già intrapresa da altri paesi europei, tra cui l’Italia.

Sebbene nel primo programma politico elettorale kurziano la parola sovranismo non fosse stata neanche presa in considerazione, forse proprio per la natura pragmatica e non scientifico-politica del suo programma, sembra ora addirittura spuntare in nuovi annunci ufficiali: come per esempio quello riguardante la non partecipazione dell’Austria all’accordo dell’ONU sulle migrazioni per preservare la “sovranità” nazionale[13]: “Nicht-Beitritt zu UNO-Migrationspakt.Österreichs Souveränität schützen. Für Bundeskanzler Sebastian Kurz geht es vor allem darum, Österreichs Souveränität zu wahren[14]In questo annuncio si dice appunto che il cancelliere Kurz ha preferito non aderire all’accordo sulla migrazione dell’ONU per “difendere” la “sovranità” austriaca.

Un sovranismo, quindi quello austriaco, molto pratico (basato su decisioni del governo tradotte in novelle legislative e in provvedimenti amministrativi) e poco teorico, che lascia però intravedere da un lato proprio in questo settore gli enormi punti di contatto con l’altro partito di coalizione e cioè l’FPÖ e dall’altro anche il fulcro dell’accordo di governo stesso, che sembrerebbe trovare una sintesi proprio sulla scia sovranista. Il sovranismo a difesa di determinati valori nazionali riguardanti la cittadinanza e l’integrazione sociale sembra a mio avviso essere anche l’unico collante di governo nonché l’unico impulso in direzione di una destra conservativa moderna.

Tutti gli altri provvedimenti, invece, soprattutto in campo economico e sociale, dell’attuale governo Kurz non sembrerebbero affatto, a dispetto delle origini dei due partiti di governo, andare in questa direzione, ma anzi in una specie di liberalismo-capitalistico assolutamente distaccato dall’impegno sociale. Testimonianza di quanto detto è senz’altro il provvedimento per l’innalzamento del limite delle ore settimanali di lavoro “ordinario” da 40 a 60[15] o la restrizione dei sostegni sociali anche per i cittadini (non solo quindi per gli stranieri) nonché l’affermazione (per ora non ancora tradotta in legge) di voler “tagliare” le spese per i servizi pubblici sanitari di base. Tutti provvedimenti questi, che uniti a una politica fiscale che non ha previsto un abbassamento delle tasse per i cittadini privati, ma solo per le persone giuridiche e le imprese commerciali, non lascia intravedere nessun punto di politica sociale a favore della maggioranza dei cittadini.

Proprio questa politica sociale liberista-capitalista sembrerebbe dai programmi diametralmente opposta tra l’ÖVP di Kurz e l’FPÖ di Heinz Christian Strache, che come detto sembrano invece basare l’intero fulcro del loro accordo di governo e della loro azione politica soprattutto (se non esclusivamente) sulla politica “pratica” sovranista”.

Una politica sovranista che assomiglia, questa di Kurz, di parecchio a quella della Lega in Italia, ma che come detto si connota di un forte pragmatismo che lascia chiuso ogni spiraglio ad una elaborazione ideologico-politica dei suoi provvedimenti. Se però la politica “sovranista” di Kurz assomiglia alle azioni intraprese dal governo italiano e soprattutto dal ministro Salvini in tema di immigrazione e difesa della sovranità della civitas italiana, d’altro canto se ne distanzia di molto in tema sociale ed economico. Un campo però quest’ultimo che è la base di qualsiasi sovranismo “salutare”, in cui si prendono provvedimenti a livello di politica fiscale e di difesa del lavoro e di assicurazione dello stato sociale a favore del cittadino comune e non solamente di determinate classi economiche. Per un sano sovranismo occorrerebbe, infatti, partire dal cittadino in quanto tale e costruire intorno a lui un apparato sociale, politico ed economico che ne rispecchi e rispetti la propria identità. Proprio questo punto, che invece sembra essere affermato chiaramente dalla lega di Salvini si distanzia dal “sovranismo” kurziano, che rimane in un certo modo appiattito sulla sola tematica dell’immigrazione e della cittadinanza, senza prendere in considerazioni tutti gli altri campi politi, economici e sociali in cui un “sano” sovranismo dovrebbe esplicarsi.


mattiangeliDaniele Mattiangeli

professore associato di diritto romano

Università di Salisburgo

 



[1] Vedi l’articolo di Andrew Moravcsik pubblicato sul Foglio Quotidiano del 23 ottobre 2018, (Anno XXIII, n° 250, p.I)

[2] Si veda anche il sito internet: www.dieneuevolkspartei.at

[3] Heinz Christian Strache è il leader dell’FPÖ austriaco.

[4] Qui di seguito la versione originale in tedesco del riassunto del punto programmatico elettorale in tema di migrazioni e diritto di cittadinanza aggiornato al 20.01.2019 (https://www.dieneuevolkspartei.at/Regierungsverhandlungen):

Migration steuern und strenge Regeln für Asyl / Verschärfung Staatsbürgerschaftsrecht. Keine illegale Migration mehr. Ausgestaltung der österreichischen Migrationspolitik mit dem Ziel, die legale Migration nach den Bedürfnissen Österreichs und seiner Wirtschaft auszurichten sowie die illegale Migration zu stoppen.

  • Effizienz im Asylverfahren steigern. Verkürzung der Beschwerdefristen in beschleunigten Verfahren
  • Leistungen in der Grundversorgung anpassen
  • Effizienz bei Außerlandesbringungen und im fremdenpolizeilichen Verfahren steigern
  • Legale Migration an die Bedürfnisse Österreichs und seiner Wirtschaft anpassen. Neuausrichtung der Rot-Weiß-Rot Karte an den Bedürfnissen der heimischen Wirtschaft
  • Staatsbürgerschaft nach sechs Jahren nur mehr für jene, die mehr Leistung bringen, sonst mindestens zehn Jahre
  • Verlängerung der Wartefrist für Asylberechtigte
  • Anpassung der Voraussetzungen für den Erwerb der Staatsbürgerschaft – keine Einbürgerung bei vorsätzlichen Straftaten
  • Verpflichtender Kurs für Staatsbürgerschaftsprüfung

[5] La lista delle leggi e dei regolamenti modificati dal pacchetto legislativo è lunga: Integrationsgesetz, Staatsbürgerschaftsgesetz, Meldegesetz 1991, Personenstandsgesetz 2013, Zivildienstgesetz 1986, Sicherheitspolizeigesetz, Erwachsenenschutzgesetz

[6] Si veda il testo legislativo originale del FrÄGg 2018 (Fremdenrechtsänderungsgesetz 2018) pubblicato nel gazzetta ufficiale austriaca Bundesgesetzblatt 56/2018. Per un riassunto in tedesco dei punti base e delle leggi modificate si veda il sito ufficiale del governo austriaco: https://www.help.gv.at/Portal.Node/hlpd/public/content/171/Seite.1711000.html (21.01.2019)

[7] La decisone è stata già presa dal governo austriaco in ottobre 2018 e sarebbe dovuta entrare in vigore come provvedimento legislativo a partire dal 2019 (che andrebbe a modificare la legge del 2001: Kinderbetreuungsgeldgesetz-KBGG), ma attualmente è stata bloccata dalla commissione europea. Si vedano a riguardo le recenti notizie di giornale: https://diepresse.com/home/ausland/eu/5533399/Familienbeihilfe_Absage-an-indexiertes-Kindergeld (21.01.2019)

[8] Si veda anche qui il regolamento del per le spese di viaggio già uscito nel 2001, che adattava il rimborso al costo della vita nel paese oggetto della trasferta: versione originale nella gazzetta ufficiale austriaca (Bundesgesetzblatt) BGBL II 434/2001, https://www.ris.bka.gv.at/Dokumente/BgblPdf/2001_434_2/2001_434_2.pdf (21.01.2019)

[9] Si vedano anche qui per i due riferimenti citati ( da un lato il programma di Kurs dal sito e dall’altra i provvedimenti adottati dall’esecutivo: 1) https://www.dieneuevolkspartei.at/Regierungsverhandlungen (21.01.2018); 2)Modifiche alla legge contro l’uso delle violenza(come ad esempio nel caso di violenza sessuale) Gewaltschutzgesetz –GeSchG 1 e 2, 3) per la lotta ai fondamentalisti islamici che fanno proselitismo e la loro immediata espulsione si vedano le dichiarazioni del ministro degli interni Strache: https://www.oe24.at/oesterreich/politik/Strache-Radikale-Hassprediger-des-Landes-verweisen/330839684 (21.01.2019)

[10] Bundesgesetz zur Integration rechtmäßig in Österreich aufhältiger Personen ohne österreichische Staatsbürgerschaft (Integrationsgesetz – IntG)

[11] Bundesgesetz über die österreichische Staatsbürgerschaft (Staatsbürgerschaftsgesetz 1985 – StbG)

[12] Si vedano da vicino queste integrazioni legislative uscita nella gazzetta ufficiale austriaca (Bundesgesetzblatt) per la legge sull’integrazione uscite nella gazzetta ufficial: BGBl. I Nr. 86/2017BGBl. I Nr. 37/2018 e per la legge sulla cittadinanza: BGBl. I Nr. 68/2017BGBl. I Nr. 32/2018 ;BGBl. I Nr. 56/2018 . Soprattutto l’ultimo riferimento , ovvero la gazzetta ufficiale 56/2018 contiene tutti i punti del pacchetto legislativo della Fremdenrechstgesetzänderung 2018 , di cui appiamo parlato in precedenza.

[13] Anche qui si veda la nota ufficiale sul sito del partito al 20.01.2019: https://www.dieneuevolkspartei.at/Nicht-Beitritt-zu-UNO-Migrationspakt

[14] Fonte dell’annuncio di nuovo nel sito web ufficiale di Kurz al 20.01.219: www.dieneuevolkspartei.at/Nicht-Beitritt-zu-UNO-Migrationspakt.

[15] In Austria il periodo lavorativo viene disciplinato dalla „Arbeitszeitgesetz-AZG“ (una legge del 1969), che è stata modificata dal governo nel 2018 per aumentare le ore di lavoro settimanali possibili (Si veda il testo modificato nella gazzetta ufficiale austriaca: BGBl. I Nr. 53/2018.