R & S: Ricerca & Sviluppo – L. Del Signore

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ricercaesviluppo1Due consonanti R&S del nostro alfabeto possono sembrare uguali alle altre, ma hanno una loro particolarità. Infatti se ad R associamo Ricerca e ad S sviluppo ci si rende conto della valenza che rappresentano. Ma per un istante riavvolgiamo la bobina. Ricerca e Sviluppo indicano la parte di una impresa che dedica alla innovazione tecnologica per il miglioramento del business e quindi il miglioramento dei processi produttivi.

La spesa mondiale in Ricerca e Sviluppo continua ad aumentare, secondo alcune stime nell’anno 2017 la crescita è stata del 3,4% per un valore di 2,066 trilioni di € con circa 115 Paesi che registrano significativi investimenti. In particolare negli Stati Uniti gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sono il 35% del fatturato in una azienda industriale, del 40% in aziende ad alta tecnologia ad esempio Merk & Co, Hewlett – Packard, Pratt & Whitney, Boeing. I bisogni estremi di traguardi ambiziosi, giustificano i margini lordi dal 60% al 90% delle entrate. Basti pensare inoltre che le aziende industriali hanno profitti solamente del 40%. I margini così elevati compensano gli alti costi di Ricerca e Sviluppo.

Se si rapporta il costo di Ricerca e Sviluppo rispetto al PIL, Israele svetta con il 4,5%, Giappone al 3,4%, Stati Uniti al 2,6%, Germania 2,5%, Regno Unito 1,7%, Italia all’1.3%, media europea 2,0%. L’impegno nella Unione Europea paragonabile alla Cina che ha registrato un tasso di crescita cinque volte maggiore della UE, sta recuperando molto in fretta.

Particolarmente interessante è il settore farmaceutico, infatti investe più di 12 volte in Ricerca e Sviluppo per dipendente rispetto all’intera industria manifatturiera. Il settore farmaceutico ha il podio dell’innovazione e Big Pharma Pfizer, Novartis e Roche, precedono Microsoft, Nokia e General Motors. Complessivamente tra le 20 top aziende ben otto sono case farmaceutiche. Ne consegue che il segmento farmaceutico è quello che maggiormente crede nell’innovazione e nella ricerca. Questo spiega in parte l’alto prezzo di un nuovo prodotto farmaceutico immesso sul mercato, considerando la forte obsolescenza dovuta alla concorrenza e quindi il ritorno degli investimenti in tempi brevi.

Entrando più nel dettaglio, l’Italia è il 1^ produttore farmaceutico dell’UE, con circa 6400 addetti nella Ricerca e Sviluppo e 2,8 miliardi di € in investimenti. Negli ultimi due anni l’industria farmaceutica è il settore che ha aumentato di più l’occupazione (dal 2013, circa 4000 addetti in più, forte opportunità per i giovani). Tra il 2019 e il 2024, saranno realizzati investimenti pari a 1000 miliardi di $ nella Ricerca e Sviluppo a livello globale, l’80% in partnership. Da quanto si riporta, i talenti italiani, se continua il trend di crescita, potrebbero trovare una giusta collocazione nel nostro Paese in questa particolare nicchia di mercato anziché recarsi in altri Paesi.


delsignoreLeonello Del Signore

consulente aziendale