Sovranismo e popolarismo – G. Valditara

  • PDF

bandieraitaliaxLe prossime elezioni europee sono attese come un momento di verifica e di possibile cambiamento dei rapporti di forza nel quadro politico continentale. Comunque vadano, è certo un aumento di consensi delle forze cosiddette sovraniste. Cosa sia realmente il sovranismo ho provato a chiarirlo in più scritti. Riassumendo per estrema sintesi, risponde innanzitutto alla necessità che la democrazia venga rafforzata e tutelata di fronte a potenti spinte oligarchiche. Insomma, per ancorarci alla costituzione italiana, evoca il ripristino di un significato sostanziale dell'art. 1 che vede la democrazia come espressione della sovranità popolare, esercitata nelle forme previste dalla Carta. Certamente dunque una democrazia innanzitutto rappresentativa, anche se con un ruolo non marginale dell'istituto referendario e della iniziativa popolare di legge. In questo contesto, fortemente collegato al principio democratico e alla sovranità popolare, si presuppone il rigoroso rispetto del principio della divisione dei poteri, in virtù del quale la magistratura si limita ad applicare la legge e non a crearla, così come si afferma il principio di sussidiarietà, che comporta un ruolo non marginale dei corpi intermedi e dei territori.

Il sovranismo esprime le aspirazioni di una comunità di cittadini, che devono dunque vedere considerati come prioritari i propri interessi collettivi, detti altrimenti interessi nazionali, rispetto alle aspirazioni di individui che non appartengono alla comunità nazionale. Ciò comporta dunque la necessità della difesa di confini da intrusioni non autorizzate, proprio per rendere ordinata la vita di una nazione e per non pregiudicarne la crescita equilibrata.

La cessione di sovranità all'Europa comporta indubbiamente una diminuzione di spazi di democrazia interna, può dunque essere valutata positivamente solo in presenza di uno Stato che abbia la possibilità e la determinazione di difendere gli interessi nazionali nel dialogo con gli altri Paesi comunitari, e che abbia una strategia di sviluppo idoneo a non marginalizzare la posizione italiana. Nel contempo quella cessione di sovranità si giustifica solo di fronte ad una Europa che non sia soltanto un insieme di regole e di istituzioni piegate a favore degli interessi egemoni di questo o quello Stato. Un'Europa cioè che abbia la consapevolezza del suo passato, della sua identità e che dunque sappia coltivare una grande visione per il suo futuro, conscia che nessuno dei grandi Paesi a dimensione continentale, siano essi Usa, Russia, Cina farà mai gli interessi dei popoli europei, ma che nello stesso tempo con ognuno di loro occorre saper dialogare per avere ritorni per noi vantaggiosi.

Il sovranismo non si oppone alla globalizzazione, che è un fenomeno economico oggettivo frutto della introduzione di nuove tecnologie, bensì al globalismo, che è quell'ideologia fondata sulla iperfetazione di diritti umani che non hanno nulla a che vedere con i tradizionali diritti naturali, ma che sono il frutto di una visione narcisistica ed egoistica della posizione dell'individuo nella società e nel mondo che lo circonda. Considerare diritto umano il diritto di immigrare, significa pretendere di stabilirsi ovunque ci piaccia, senza considerare gli interessi dei componenti la comunità ospitante. Può comportare come estrema conseguenza che nemmeno la proprietà è inviolabile, sia essa privata o pubblica. La sfera dei cosiddetti "diritti umani" tende ad allargarsi a dismisura, dando sempre più potere a Corti nazionali ed internazionali a scapito dei Parlamenti.

Il globalismo inclina verso la esaltazione di una visione economica egoistica, che tende a non considerare legittime regole che rendano "fair" il commercio internazionale e non soltanto "free".

Il sovranismo presuppone una concezione identitaria e non internazionalista nella consapevolezza che l'identità è l'antidoto alla alienazione. Difesa dell'identità nazionale, nelle sue articolazioni plurali, non significa affatto confondere il sovranismo con frusti nazionalismi bellicisti che hanno indebolito e diviso l'Europa, ma presuppone certamente un sano patriottismo e dunque la consapevolezza e l'orgoglio di un passato, di una civiltà, che è stata unica nel mondo, di un insieme di valori ben individuato e interiorizzato. Mira dunque a legare le generazioni che furono con quelle che saranno come le radici si legano ai rami e alle ultime foglie grazie ad un tronco robusto.

Difendere le frontiere da migrazioni non gradite e nemmeno utili non ha nulla a che vedere con la affermazione di antiscientifiche inferiorità di razze o di popoli, affermazioni che si sono fondate in passato su una malintesa concezione di teorie evoluzioniste.

Proprio la civiltà europea e i suoi valori, che sono incentrati innanzitutto su Roma e su Gerusalemme, sono incompatibili con qualsiasi forma di razzismo.

Il sovranismo - fondandosi sulla sovranità popolare e sulla democrazia - non ha dunque nulla a che spartire con i vari fascismi che hanno combattuto proprio democrazia e sovranità popolare esaltando soltanto la sovranità della nazione, che è qualcosa di astratto e di pericoloso se non è la conseguenza voluta della sovranità dei cittadini, come ben recita la costituzione francese e ben presuppone pure quella italiana.

Ma se tutto ciò è vero, è chiaro che il sovranismo ha molti punti di contatto con un popolarismo conservatore, che dovrebbe essere la linea ispiratrice dei partiti che compongono il gruppo del PPE a Strasburgo.

Ecco perché mentre è senz'altro innaturale una alleanza fra socialisti e popolari, occorre avere la pazienza e l'avvedutezza di costruire un percorso politico che dia uno sbocco positivo e costruttivo alle nuove energie sovraniste in un dialogo fecondo con il più autentico popolarismo europeo.

Nell'interesse prioritario di tutti i popoli europei.


valditarasmallGiuseppe Valditara

professore ordinario di diritto privato romano

Università degli Studi, Torino

già preside dell’ambito di  giurisprudenza dell’Università Europea di Roma