Europa al bivio: rinascita o sottomissione - G. Savoini

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europeL’Europa oggi come non mai fa la parte del vaso di coccio tra vasi di acciaio.

Da est a ovest, per non parlare del suo limes mediterraneo, imperversano tensioni e conflitti  che inevitabilmente si riverberano su un continente sfibrato, incapace di dotarsi di una politica estera e di difesa comune e alle prese con una delle più grandi crisi economiche della storia contemporanea.

Appena crollato il Muro di Berlino, Francis Fukuyama ebbe l’ardire di parlare di “fine della storia”. Mai profezia fu così sbagliata. 

La storia si è rimessa invece velocemente in moto, ridisegnando confini e posizioni di forza, mentre l’equilibrio fra le due Superpotenze egemoni del dopoguerra (USA e URSS) veniva sostituito dall’indebolimento della Russia non più sovietica (verso cui la Nato cominciò una manovra a tenaglia utilizzando i Paesi dell’Europa orientali liberatosi dal Patto di Varsavia) e dalla crescita esponenziale della Cina e di altri Paesi emergenti al di fuori della sfera occidentale.

Al tempo stesso la geopolitica delle amministrazioni americane, da Bush senior a Obama, passando per Clinton e Bush junior, si è applicata ad “esportare la democrazia” nel mondo e l’11 settembre 2001 ha segnato il definitivo punto di non ritorno di questa azione. Ma nello stesso periodo sono cominciati i grandi cambiamenti interni alla Federazione Russa, con l’arrivo di Vladimir Putin, un leader che ha definito (da non comunista) il crollo dell’URSS come “catastrofe geopolitica del XX secolo”.

E così le due vecchie Superpotenze della Guerra Fredda hanno inevitabilmente finito nuovamente per contrapporsi, rivendicando entrambe sfere di influenza e di interessi strategici che in pochi anni sono sfociati nella grande crisi ucraina, cartina di tornasole di un Nuovo Ordine Mondiale definitivamente tramontato. In questo scenario, l’Unione Europea dimostra definitivamente la sua intrinseca debolezza strutturale. Da qui la necessità di offrire “munizioni” culturali ai popoli europei, che non trovano nell’UE burocratica e tecnocratica di Bruxelles le soluzioni ai problemi epocali.

Nel suo ultimo e discusso romanzo, lo scrittore francese Michel Houellebecq descrive la strisciante e repentina “sottomissione” dei francesi (ma vale per tutti gli europei) all’islamizzazione “dolce”, causata non da una conquista armata o terroristica delle milizie radicali, ma dal nichilismo e dalla mancanza di valori identitari che rappresentano l’eutanasia ideologica del nostro continente.

Questa rivista accoglierà i contributi di docenti universitari e personalità della cultura che affronteranno le più svariate tematiche non per contrapporsi a questo o quel partito, a questa o quella politica, ma per unire le forze intellettuali nel nome di una difesa e di un rilancio delle nostre identità più profonde. Che speriamo, parafrasando Tolkien, possano “non gelare mai”.


savoiniGianluca Savoini

Direttore Responsabile