L'illegalità diffusa: non solo un problema di polizia - A. Jannone

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C’è una teoria criminologica che più di ogni altra spiega, con una semplicità disarmante i fenomeni fraudolenti aziendali. Quelli che nel mondo anglosassone vengono etichettate come occupational frauds, ossia i comportamenti illeciti che possono essere commessi nell’ambito delle complesse organizzazioni di lavoro.

 

Si chiama Teoria del Triangolo della frode.

 

Perché ne voglio parlare qui?

 

Perché le statistiche pongono il nostro paese in posizioni non certo invidiabili per livelli di criminalità e, soprattutto, di     corruzione.

 

Per non parlare dell’evasione fiscale. Le stime dei paesi dell’Eurozona ci dicono che la nostra percentuale di evaso sul PIL è pari al 17% a fronte dell’8% della media europea.

 

Allora la seconda domanda è: cosa c’entra tutto questo con le frodi?

 

Per rispondere dovremmo dire prima di tutto cos’è la frode.

 

 

Per Frode dobbiamo intendere qualunque comportamento criminale caratterizzato da una modalità fraudolenta e da una finalità di profitto o beneficio.

 

“Frode” e criminalità economica, senza volersi dilungare in complesse disquisizioni accademiche, sono dunque sostanzialmente la stessa cosa.

 

E si distinguono dalla  criminalità diffusa o predatoria, in cui prevale la modalità violenta,  dalla criminalità mafiosa, ove prevale la modalità intimidatoria subdola o dalla criminalità terroristico eversiva,  ove cambiano fini e modalità.

 

Il concetto di frode rende meglio l’idea di crimini dai colletti bianchi,  secondo quell’espressione coniata da Edwin Sutherland nel 1939, che sembrava quasi  voler riservare certi comportamenti a classi sociali più abbienti. Ma il contesto storico sociale era diverso.  

 

Questo perché, in realtà, dall’artigiano all’imprenditore, dal libero professionista al manager, dall’operaio all’impiegato, oggi tutti possono essere spinti alla frode.

 

E soprattutto, oltre che a frodare il prossimo, la propria azienda, il proprio fornitore o il proprio cliente, a frodare lo Stato, cioè la collettività.

 

Perché in realtà ad assumere comportamenti tendenti ad eludere norme, cercando, come rivoli d’acqua il percorso più conveniente a scapito del prossimo, sono in tanti. Troppi.

 

Talmente tanti che, anche la vera cosiddetta criminalità diffusa o microcriminalità, secondo un termine anch’esso superato,  è anche criminalità economica.

 

Quindi: delinquenti si nasce come sosteneva il Lombroso o si diventa? Secondo la teoria del triangolo della frode frodatori si diventa. E sui grandi numeri, in una logica gaussiana, forse ci saranno pochi frodatori sempre e comunque sui quali accentuare l’azione investigativa e repressiva dello Stato, ci saranno pochi virtuosi sempre e comunque, ma la massa, la grande massa dei cittadini potrà frodare o essere virtuosa a seconda delle condizioni. Quali?

 

Secondo questa teoria sono 3 gli elementi che possono far scattare la frode.

 

L’analogia è con il triangolo del fuoco, secondo la quale, non potrà esserci incendio in alcun modo se non intervengono 3 elementi: il carburante, il comburente e la fonte di calore. E come sanno tutti gli esperti di sicurezza, i sistemi di prevenzione incendi, intervengono variamente su uno di questi 3 elementi.

 

Per il triangolo della frode sarebbero 3 in particolare  i fattori che intervengono nel processo decisionale e valutativo di opportunità/rischi di chi decide se commettere o no un crimine economico: la pressione esercitata dal contesto o il bisogno percepito in un determinato momento della sua vita, la percezione della sanzione ed il suo grado di severità, l’ambiente nell’ambito del quale opera l’autore del reato, da cui è in grado di trarre motivazioni culturali al proprio operato, ossia quei meccanismi di razionalizzazione o neutralizzazione, in cui trovare giustificazione al proprio atto illecito.

 

Da qui l’importanza dell’humus, del condizionamento ambientale e della cultura (o sottocultura) sia quello ampio della società e delle istituzioni, sia quello della propria categoria o ambito professionale, sia, in ultimo, quello dell’organizzazione di appartenenza: tutti strettamente interconnessi  da sottili legami.

 

Il controllo, ampiamente inteso, assume un’importanza decisiva nella contrapposizione costi-benefici: dove il controllo è carente o assente, l’azione illegale presenta costi inferiori, quando invece c’è elevato controllo l’azione illegale sarà percepita come più rischiosa e meno conveniente.

 

Questo perché in un’ottica razionalistica ed utilitaristica,  un discrimine determinante è dato proprio dalla dissuasione.

 

Ma con ciò non significa che sia irrilevante la costruzione di una coscienza etica sulla quale ha un peso determinante l’humus culturale.

 

Perché l’aria che si respira, costituisce una forma di controllo importante: il controllo sociale.

 

Un paio di esempi aiuteranno meglio a comprendere:  Il signor Bianchi ha una società di consulenza che si occupa di fiscalità internazionale, alle prese con la recessione economica. La crisi ha anche determinato il definitivo fallimento del suo matrimonio. L’ex coniuge gli ha portato via l’abitazione su cui sta pagando ancora esose rate di mutuo ed un giudice gli imposto il pagamento di alimenti elevati tenendo conto solo dei redditi degli anni precedenti, per cui si ritrova ad affrontare difficoltà economiche impensabili sino a pochi mesi prima.

 

Ma  è un abile consulente di fiscalità internazionale. Decide di evadere il fisco costituendo una società alle Cayman e generando una serie di fatture per operazioni inesistenti.

 

Cosa si è mosso nella mente del sino ad allora serio è stimato professionista? Il “triangolo della frode”.

 

Come faccio ad affrontare la mutata situazione economica? Pressione/bisogno

 

Il Fisco non è mai stato in grado di effettuare verifiche verso paradisi fiscali che io invece conosco molto bene.  Opportunità-carenza di controllo

 

La pressione fiscale è molto alta. E’ colpa della crisi e di  un  regime fiscale iniquo se mi sono separato! I giudici hanno sempre favorito le donne. Razionalizzazione.

 

Altro esempio:

 

Il signor Rossi sta percorrendo la strada Provinciale 103 ed è maledettamente in ritardo su un appuntamento di lavoro, in quanto la notte prima si è dovuto occupare del suo bambino gravemente influenzato. La radio sveglia non è risultata efficace ed all’uscita dalla città un traffico intenso gli ha portato via più del tempo dovuto. Il signor Rossi è persona notoriamente rigorosa con sé stessa e rispettosa di qualunque normativa. Il suo vanto è non aver mai “preso una multa”.  La provinciale 103 di tanto in tanto riporta cartelli con “controllo elettronico della velocità”. Ma si vocifera che in realtà non vi siano autovelox attivi. E così il signor Rossi decide di sfrecciare ben oltre il limite. Quell’appuntamento è vitale. Cosa è scattato in quest’uomo così integerrimo? Il “triangolo della frode”:

 

Non posso mancare a quell’appuntamento! Bisogno

 

Vi sono cartelli ma non autovelox. Opportunità-carenza di controllo

 

Non sono riusciti mai a risolvere il problema del traffico! Stanotte ho dovuto badare a mio figlio! Sono stato costretto a farlo! RazionalizzazioneSono due  esempi del nostro vivere quotidiano, perché aiutano meglio a comprendere quanto sia semplice ed estremamente concreta questa teoria.

 

Ovviamente non si vuole proporre qui un trattato di sociologia criminale, ma fornire solo alcuni spunti di riflessione.

 

La pressione? Vi sono pressioni di varia natura. Ma per ciò che interessa a noi, pensiamo alla pressione fiscale che spesso rende le nostre imprese poco competitive e fa vivere gli imprenditori nell’angoscia di dover mandare a casa dei dipendenti generando pressioni altrui.

 

L’opportunità? Pensiamo alla farraginosità delle nostre norme spesso incomprensibili e contradditorie: generano “anomia”, ossia  “troppe regole, nessuna regola”. L’Italia da sola ha un numero di leggi 4 volte superiori a quelle di Francia, Spagna, Germania ed Gran Bretagna messe assieme. I mille rivoli normativi favoriscono l’elusione. Per non parlare delle regole processuali, penali, civili amministrative che trasmettono una idea sempre più marcata di impunità, favorendo i criminali peggiori.

 

Il meccanismo di razionalizzazione? Ridurre massivamente i meccanismi di razionalizzazione significa generare cultura etica, agire sul profondo convincimento di essere un ingranaggio importante di sistema complesso. Gli elementi sono interconnessi e possono tutti intervenire sulla convinzione che frodare lo Stato sia giusto: se la pressione fiscale è eccessiva, le regole poco chiare, gli esempi di chi governa poco virtuosi, perché non dovrei farlo?

 

Secondo i maggiori sociologi e criminologi, il nostro Paese presenta tutti i fattori di rischio che determinano un aumento dell’illegalità e di condotte fraudolente verso il prossimo e verso lo Stato.

 

Sprechi di danaro dei contribuenti, privilegi ingiustificati, pressione e vessazione fiscale incomprensibile, farraginosità del sistema normativo e giudiziario.

 

Quindi: intervenendo su tali fattori, a valle di uno studio organico che, ad esempio individui il punto di equilibrio tra pressione fiscale e massima propensione alla contribuzione, ottimizzando il gettito,  si determinerà una drastica riduzione di tali comportamenti con gli effetti economici di riduzione dei costi sociali della frode, assolutamente stimabili. E soprattutto con un miglioramento del nostro BIL:  il benessere interno lordo. 

jannoneProf. Col. Angelo Jannone

Professore a contratto di criminologia

Università La Sapienza - Roma

già comandante di sezione dei Ros