Tubercolosi: un killer riemergente - G. Riccardi

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Team-Riccardi

La tubercolosi (TBC) è una malattia infettiva provocata dal batterio Mycobacterium tuberculosis (detto  anche bacillo di Koch), isolato dal microbiologo tedesco Robert Koch nel 1882.

 

Prima dell’avvento degli antibiotici, la TBC mieteva numerose vittime. Molti pazienti si ricoveravano in strutture dedicate, dette sanatori (famoso quello di Sondalo), posizionati in luoghi particolarmente salubri.

 

La tubercolosi non ha risparmiato il mondo dell’arte colpendo scrittori, musicisti, pittori che spesso hanno rappresentato la malattia anche nelle loro opere. Ricordiamo il romanzo La montagna incantata di Thomas Mann, ambientato in un sanatorio di Davos (Svizzera).

 

Muoiono di tubercolosi  Violetta, la protagonista dell’opera La Traviata di Giuseppe Verdi, così come Mimì, l’eroina dell’opera La Bohème di Giacomo Puccini. Restando nel campo della musica, la tubercolosi colpì Fryderyk Chopin che morì a 39 anni;  la malinconia che avvolge i suoi Preludi per pianoforte rispecchia la profonda depressione che lo colse al peggiorare della malattia.

 

La TBC si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva contaminate, e, una volta contratta, presenta una sintomatologia quale tosse cronica, sudorazione notturna, febbre  e perdita di peso. Per fortuna soltanto il 5-10% degli individui che entrano in contatto con il bacillo di Koch sviluppano la malattia, in quanto, nella maggior parte dei casi, il sistema immunitario è in grado di contrastare efficacemente la crescita del patogeno.

 

E’ tuttavia importante evidenziare che il bacillo può rimanere nell’organismo in una forma latente, in grado di riattivarsi nel caso di riduzione delle difese immunitarie (ad esempio coinfezione con il virus HIV).

 

Grazie alla scoperta degli antibiotici la tubercolosi è curabile con una terapia che coinvolge più farmaci e che deve essere protratta per almeno sei mesi. I farmaci che vengono utilizzati sono la rifampicina, l’isoniazide, la pirazinamide e l’etambutolo per 2 mesi, ed infine 4 mesi con isoniazide e rifampicina. La percentuale di guarigione è elevata, quando l’infezione è causata da un ceppo sensibile agli antibiotici.

 

Val la pena sottolineare che la rifampicina è stata sviluppata nei laboratori di Ricerca Lepetit (Milano), sotto la guida del Professor Piero Sensi, un illustre scienziato italiano di cui andiamo orgogliosamente fieri.

 

 

Esiste un vaccino contro la TBC (trattasi di una forma attenuata di Mycobacterium bovis), ma è poco efficace, soprattutto nella fascia della popolazione adulta,  e per questa ragione molti laboratori sono tuttora coinvolti nel mettere a punto un nuovo vaccino.

 

I medici pensavano di aver sconfitto la TBC negli anni '70, ma la tubercolosi è tornata, più forte che mai, essenzialmente per le seguenti ragioni:

 

 1)Aumento del flusso migratorio da paesi in via di sviluppo, dove la TBC è tuttora endemica

 

  1. 2)Stretta sinergia con la coinfezione da HIV
  2. 3)Comparsa di ceppi multi-resistenti ai classici farmaci antitubercolari.

 

Nel 2013 circa 9 milioni di persone furono colpite dalla tubercolosi con 1.5 milioni di morti (di cui 360.000 HIV-positive). Inoltre, si stima che ci siano nel mondo circa 2 miliardi di individui portatori di un’infezione latente.

 

Per quanto riguarda la comparsa di ceppi resistenti, nel 2013 si sono verificati 480.000 nuovi casi di tubercolosi multi-resistente (MDR-TB) mentre la XDR-TB ha colpito il 9% delle persone con MDR-TB (dati OMS). I ceppi MDR (MultiDrug Resistant) sono caratterizzati dalla resistenza all’ isoniazide e alla rifampicina, i due principali farmaci di prima linea per il trattamento dell’infezione, mentre i ceppi XDR (eXtensively Drug-Resistant), sono isolati MDR resistenti anche ai fluorochinoloni e ai farmaci iniettabili di seconda linea.

 

Recentemente, in quattro Paesi, tra cui il nostro (Italia, Iran, India e Sud-Africa) sono stati individuati ceppi TDR (Totally Drug Resistant), praticamente resistenti a tutto e quindi mortali.

 

L’Italia è tra i Paesi europei più interessati dall’immigrazione e quindi, come spiega Il Prof. Mario Raviglione, direttore del Global TB Programme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Il nostro Paese deve tornare a sostenere la prevenzione della tubercolosi a livello internazionale. La malattia  può arrivare da qualunque parte, dai paesi dell’Est come da quello dell’Africa, dell’Asia o del Sud America, ed è praticamente impossibile bloccare completamente tutti questi flussi migratori”.

 

Sul piano della ricerca, per combattere la TBC causata da ceppi multi-resistenti ai farmaci, si pone, quindi, l'esigenza di trovare nuovi farmaci e nuovi bersagli terapeutici.

 

Nel nostro laboratorio di Microbiologia Molecolare dell’Università di Pavia studiamo i bersagli di nuove molecole antitubercolari. Una di queste, appartenente alla classe dei benzotiazinoni, efficace su ceppi sia sensibili che multi-resistenti, entrerà in sperimentazione sull’uomo entro la fine del 2015.

 

Questo grazie a cospicui finanziamenti EU, perché senza finanziamenti, non è possibile fare dell’ottima ricerca, soprattutto quando si opera in settori estremamente competitivi.

 

Vorrei concludere citando un pensiero del Dr. Carlo Urbani, il medico infettivologo che  per primo identificò la forma letale della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), il virus che in venti giorni uccise pure lui:

 

“Il 90 percento del denaro investito in ricerca sui farmaci è per malattie che colpiscono il 10 percento della popolazione mondiale. Un paradosso su tutti: ogni anno le aziende farmaceutiche dedicano gran parte di fondi a patologie come obesità o impotenza, mentre malaria e tubercolosi, che da sole uccidono 5 milioni di persone ogni anno nei Paesi in via di sviluppo, non attirano alcun finanziamento”.

 

riccardiGiovanna Riccardi

Professore di Microbiologia Generale

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie

Università degli Studi di Pavia