Immigrazione: nessuna ipocrisia - A. Ferrari Nasi

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migranti2Che questa volta ci si trovi di fronte ad un fenomeno differente, per quantità e qualità, rispetto ai flussi migratori da Africa e Medio Oriente è ormai chiaro. I punti cardine, per quanto sta accadendo, possono essere sintetizzati da una parte nel fallimento di intere statualità, nei sempre più numerosi ed estesi scontri armati, nella conseguente sempre meno sostenibile contingenza da parte delle popolazioni civili; dall'altra parte nella specifica situazione della Libia nel ruolo di "tappo saltato".

La Libia in cui le due più forti entità, Cirenaica e Tripolitania, sebbene storicamente separate - a inventare la nazione furono gli italiani - non possono tornare ad esserlo in pace, visto che la stragrande maggioranza della ricchezza del paese - e parliamo dei più grandi accertati depositi petroliferi del continente - rimarrebbe sotto il controllo di Tobruk.

La Libia, in cui se i due "stati" sono impegnati nel combattersi, non può esistere più un reale controllo del territorio, nel quale ogni altra organizzazione può gestire, indisturbata, qualsiasi altro tipo di affare: armi, droga, traffico umano. Situazione non dell'ultimo minuto, dato che l'intervento occidentale che ha dato via a questa stagione di anarchia è del 2011.

Già lo scorso anno l'86% degli italiani adulti riteneva che "per risolvere il problema degli sbarchi di immigrati, occorre che venga distrutta quella rete di persone che negli stati come la Libia, gestisce e guadagna soldi sui disperati". Quasi un plebiscito, senza significative differenze di carattere sociale e neppure politico, con le stesse risposte sia a destra che a sinistra.grafico1Ma come fare per realizzare un tale obiettivo? Di modi efficaci se ne conosce uno solo. Non si dovrebbe dire, ma lo sanno tutti. Si utilizzano i servizi segreti, o reparti militari appositamente addestrati, e si risolve il problema alla radice, senza che gli Stati ne siano ufficialmente coinvolti. Ed anche questo è stato  misurato: per la maggioranza dei cittadini, il 57%, “lo Stato Italiano, invece di spendere soldi mandando in aiuto le navi della Marina, dovrebbe mandare i servizi segreti in Libia a eliminare fisicamente tutti quegli sfruttatori che guadagnano soldi con i barconi dei disperati”.

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D'altronde le Forze Armate servono a tutelare gli interessi nazionali, nelle forme più appropriate: lo ha detto anche il ministro Pinotti. Per la Difesa, la spending rewiew non deve essere solo tagliare programmi o dismettere caserme, ma anche ottimizzarne l'utilizzo.

Sull'altro punto gli italiani sono altrettanto pragmatici. La Costituzione riconosce il diritto di asilo, ma chi chiede asilo al nostro paese arriva, si fa riconoscere, identificare e non ha nulla da temere. Il resto, per il cittadino, sono solo parole.

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Infatti scopriamo che per il 69% degli italiani adulti "è giusto considerare reato entrare di nascosto in Italia". Principalmente giovani, diplomati, un po' più di destra che di sinistra, ma anche un 65% di elettori Pd, che con Ncd, Udc, Sel e una grossa parte di Forza Italia, in parlamento ha votato e ottenuto l'abolizione del reato di clandestinità.

 

ferrarinasiArnaldo Ferrari Nasi

sociologo e analista politico

professore a contratto di analisi della pubblica opinione

membro della Società Italiana di Scienza Politica