Trasporto aereo: solo una coordinata azione del Governo potrà garantire ai cittadini una mobilità sicura, efficiente ed economica – L. Del Signore / S. De Carlo

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aereoIl Trasporto Aereo ha subito nell'ultimo decennio importanti cambiamenti legati principalmente alle stringenti norme europee tese ad impedire il finanziamento delle compagnie aeree da parte degli Stati. L'Italia, a differenza di Francia, Germania ed Olanda,  ha interpretato in modo altamente restrittivo tali norme e si è rapidamente asservita alle logiche europee attuando il pressoché istantaneo disimpegno da parte dello Stato nella ex Compagnia di bandiera e nel finanziamento di rotte interne non profittevoli ma di interesse per la mobilità dei cittadini (lasciando garantite parzialmente solo le Isole attraverso il meccanismo della Continuità Territoriale).

Il sistema del Trasporto Aereo nel nostro Paese è attualmente caratterizzato dalla concorrenza tra i vettori "low cost", sia italiani che stranieri, ed il vettore di riferimento ormai privatizzato - Alitalia - all'interno di un contesto altamente regolamentato ma al contempo fortemente sbilanciato tra soggetti che operano attività diverse: vettori, società di gestione aeroportuale, catering, security, assistenza al volo (ENAV). La catena del valore del Trasporto Aereo è infatti fortemente sbilanciata a danno dei Vettori, stretti tra la necessità di offrire il maggior numero di collegamenti alla minore tariffa agli utenti e l'obbligo di pagare a caro prezzo i servizi necessari allo svolgimento delle attività di volo (tariffe aeroportuali, tasse di sorvolo e atterraggio, catering, servizi di manutenzione, etc.). In questo contesto i margini di guadagno per i Vettori si assottigliano a tal punto che diventa non profittevole operare un numero sempre maggiore di rotte, in special modo tra quelle nazionali ed europee. Il sistema è divenuto instabile e si sono susseguiti numerosi fallimenti di Vettori nazionali che hanno tentato, senza successo, di coprire quote di mercato solo apparentemente disponibili in termini di potenziali passeggeri trasportati. I vettori low cost stranieri - EasyJet, Ryanair, Vueling ed altri minori - possono godere di economie di scala importanti per la copertura dell'intero territorio europeo e godono molto spesso di finanziamenti da parte della autonomie locali (regioni/province/comuni), che però, così facendo,  di fatto spostano parte dei costi dal biglietto alla collettività senza che ciò sia chiaramente percepibile. Solo da pochissimo tempo lo Stato sta tentando, spesso purtroppo ancora senza successo, di regolare tali fattispecie obbligando gli Enti Locali all'effettuazione di gare ad evidenza pubblica. Ma il sistema si è rapidamente adattato alle nuove norme bypassando gli obblighi con semplici artifizi.

La stessa Alitalia che, dopo il costosissimo fallimento del 2008, ancora produce ingenti perdite annuali ha dovuto ricercare, con il supporto governativo, finanziamenti dagli Emirati Arabi, diventando parte di un sistema che progressivamente non sarà più controllabile dallo Stato e non garantirà più l'operatività delle rotte non profittevoli privando di fatto i cittadini di importanti opportunità di spostamento. Il cittadino quindi ricerca oggi viaggi aerei a tariffe concorrenziali e possibilmente da aeroporti vicini al proprio domicilio ma è inconsapevole di pagare a volte la differenza in termini di maggiori tributi locali o minori servizi fruiti a parità di tributi. In questo contesto si inserisce il tema dello sviluppo regolato del sistema aeroportuale fino ad oggi viziato da localismi che hanno generato un proliferare irrazionale di aeroporti minori spesso destinati ad operare con vettori low cost stranieri limitatamente ai periodi di fruizione degli incentivi e a danno del progetto infrastrutturale nazionale. Tale progetto dovrebbe vedere lo sviluppo ordinato di un numero adeguato di aeroporti sul territorio nazionale in grado di intercettare ed ottimizzare tutto il traffico da e per il nostro Paese all’interno di un sistema di piattaforme intermodali di scambio (alta velocità ferroviaria e autostrade).

Purtroppo questa instabilità generalizzata del sistema del Trasporto Aereo - unita ad un a tratti insufficiente controllo da parte degli enti governativi preposti -  ha favorito la nascita di piccoli vettori italiani (Windjet, Blu Panorama, Air Alps, Livingston, New Livingston,  Myair, Small Planet, solo per fare alcuni esempi) nel tempo falliti o in amministrazione controllata con costi ingenti a carico della collettività e con grande negativo impatto sociale. Tutto questo si inserisce in un contesto europeo e mondiale di uscita dalla crisi e di sviluppo atteso del Trasporto Aereo. Secondo i dati di importanti centri studi statunitensi il numero degli aeroplani nei prossimi venti anni raddoppierà e con essi il numero dei collegamenti. L'Europa sarà il fanalino di coda di questo sviluppo perché sta uscendo in ritardo dalla crisi e perché i singoli Stati faticano a trovare un accordo sulla gestione unificata del controllo del traffico aereo (il cosiddetto Open Sky). In Italia l'Enav, l'ente nazionale di assistenza al volo che gestisce il Controllo del traffico aereo, opera in regime monopolista e applica tariffe di sorvolo onerose per i vettori, solo recentemente parzialmente ridotte nell'ambito di recenti provvedimenti legislativi “contestuali” all'operazione Alitalia/Etihad. Queste tariffe decisamente onerose, unite ad alcune inefficienze strutturali ed operative, rendono oggi il servizio di controllo del traffico aereo nazionale un ulteriore vincolo importante allo sviluppo dei collegamenti.

Solo un’azione lucida e coordinata del Governo potrà quindi raccordare le diverse componenti del Trasporto Aereo nazionale, generando le condizioni utili alla creazione di un sistema integrato che garantisca ai cittadini una mobilità sicura, efficiente ed economica e consenta di capitalizzare a favore delle imprese nazionali le importanti opportunità commerciali derivanti dell’interesse turistico proprio del nostro Paese.

 

delsignoreLeonello Del Signore

consulente industriale

 



decarloStefano De Carlo

comandante Alitalia Lai