Tecno-ecologia del "sacro": la sfida di un futuro dalle radici antiche - G. Vatinno

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terraINTRODUZIONE
La “politica”, intesa nel senso nobile del termine, è la capacità di affrontare e risolvere i problemi di una comunità umana. Il rapporto tra ecologia e politica (ed economia) è sempre stato particolare in quanto riguarda una tematica, quella dell’ambiente, che si presta assai ad essere strumentalizzata in chiave eco-populista planetaria; infatti, la sinistra mondiale orfana della lotta di classe marxiana già dagli anni ’60 del XX secolo, dapprima si interessò e poi fece propria, dirigendola, la nascente protesta ecologista nata nei campus delle università americane durante la guerra del Vietnam; l’onda (anzi l’ondata) ecologista, dopo l’imprimatur sessantottino, valicò presto l’oceano e giunse in Francia da cui si diffuse nell’intero continente europeo. In realtà, la tematica ecologica ha una sua profonda importanza intrinseca ma purtroppo risulta sostanzialmente “bruciata” dalle tante e ripetute strumentalizzazioni politiche dei “No-Tutto” (declinati come No-Tav, No-Expo, No-Mose a seconda della bisogna del momento) al punto da renderla spesso poco affrontabile in termini concreti e del pragma.
Proprio in virtù di una sua centralità per atropos vorrei proporre una strada diversa per il rapporto tra ecologia e politica che segni una sostanziale discontinuità con il passato e precisamente una sua rivalutazione in due chiavi che possono apparire antitetiche ma che, a mio avviso, sono solamente complementari. Una prima lettura che ha un profondo valore simbolico è quella del “sacro” e cioè il ritorno ad una sacralità della natura che è profondamente radicata nell’inconscio di homo sapiens; la seconda chiave è l’utilizzo della tecnologia avanzata per agire ed interagire con essa.

LA NATURA COME SACRO
Fin dall’apparizione delle prime comunità umane la “Natura” ha rivestito un ruolo che Jung definirebbe numinoso e cioè afferente alla rete psichica più arcaica dell’essere umano; dunque la Natura Madre, l’origine di tutto e l’ambiente in cui l’Uomo svolge le sue attività. Il senso numinoso di una Natura misteriosa soddisfece le prime esigenze religiose di quelle comunità umane; i fenomeni naturali come il fulmine, il tuono, la pioggia, il sole, il vento, i corsi d’acqua, le foreste divennero una matrice rassicurante seppur intrisa di mistero. L’Uomo figlio della natura la venerava misticamente; gli elementali, le forze della natura personificata, spargevano la loro potenza in cambio di considerazione e rispetto. Il Pantheon religioso del mondo antico connotato da Dei e Dee che personificano gli elementi stessi della Natura.
I druidi, il culto dei luoghi magici, la simbiosi con la Natura furono il tratto primordiale e identificante delle comunità umane che possiamo riassumere nel paganesimo, almeno fin quando il Cristianesimo mutò i rapporti di forza con il mondo antico. Tuttavia sacche di ritualità sopravvissero nelle culture celtiche e anche nel mondo moderno; questo perché tali suggestioni sono profondamente connaturate ad archetipi primordiali che si sono sviluppati in milioni di anni di evoluzione e difficilmente possono essere spodestate da 10.000 anni di civiltà tecnologica. Dunque, anche ai giorni d’oggi, tale sentimento è presente o in maniera esplicita o inconscia in ogni essere umano, che lo ammetta o no.

L’AZIONE DELL’UOMO SULLA NATURA
Tuttavia il mondo evolve e si trasforma, la scienza e la sua applicazione, la tecnologia muta in continuazione il materiale primordiale trasformandolo e plasmandolo come fa l’onda marina con la scogliera in milioni di anni; la presenza delle piante ha cambiato completamente l’atmosfera iniziale di anidride carbonica rendendola ricca di ossigeno; l’azione dell’agricoltura ha modificato il clima e la scoperta del fuoco ha messo in moto una serie di conseguenze che durano a tutt’oggi. Qualsiasi azione dell’Uomo e delle specie biologiche ha azione sulla Natura; anzi, ci potremmo chiedere perché considerare la Natura e l’ Uomo in separazione visto che il secondo è un “prodotto” della prima; ed allora vediamo che l’Uomo che cambia la Natura può essere considerata un’azione per così dire anch’essa “naturale”. Spinoza direbbe che l’Uomo (Natura naturans) cambia la Natura (Natura naturata) in un gioco eterno fatto di azioni e reazioni reciproche verso il raggiungimento di un ideale equilibrio. In questa ottica di abbattimento della separazione tra Uomo e Natura possiamo allora considerare quali tecniche e cioè tecnologie possono essere utilizzate nella ricerca di questo fondamentale equilibri omeostatico.

LA SCELTA TRA MONDO ANTICO E MONDO MODERNO
Dunque siamo giunti alla conclusione dell’inevitabile azione di atropos sulla Natura. Considerato che questa azione c’è già abbiamo due possibilità: scegliere la via della rinuncia considerando l’ umanità un virus fastidioso per Gaia (come predicano alcuni movimenti estremisti mondiali) oppure integrarci con Gaia trasformandola e portandola ad essere una “tecno-Gaia”, che però conservi la sua sacralità. Si tratta di una visione nuova e in un certo senso audace, ma l’unica che può salvare senso del Sacro e sviluppo tecnologico. Non chiamerò questo equilibrio “sviluppo sostenibile” perché questo termine è stato completamente abusato ed è esaurito dal punto di vista lessicale; chiamerò piuttosto questo nuovo equilibrio come “tecno-sacralità”. L’alternativa è quella di considerare nuovamente scisso lo scenario tra un purismo ecologico dogmatico e uno sviluppismo distruttivo senza limiti che finirebbe per ingoiare l’Umanità stessa.

UNA PROPOSTA TECNO-ECOLOGICA
Le moderne tecnologie di punta possono dare un grande contributo allo sviluppo industriale umano nel pieno rispetto dell’ambiente; ad esempio, nel caso dell’energia che è il motore principale dello sviluppo, occorre progressivamente ottenere una grande quantità di energia al minor costo possibile e con il minor impatto ambientale. La prima cosa che viene in mente sono le fonti rinnovabili anche se decenni di strumentalizzazione politica le hanno in un certo senso “bruciate” dal punto di vista della proposta.
Le fonti di energia rinnovabili (fer) possono essere una soluzione intelligente ma devono essere attentamente vagliate perché alcune di esse sono poco adatte al nostro Paese e comunque non possono garantire una copertura totale a causa della loro discontinuità dovuta a fattori atmosferici. In Italia, infatti, la fonte energetica rinnovabile più utilizzata è l’idroelettrico, ma il suo sviluppo è avvenuto nel XIX secolo ed è dovuto alle Alpi e agli Appennini; ormai questa fonte energetica per l’Italia ha esaurito la sua possibilità di espansione (tranne che un utilizzo marginale in termini di resa energetica di piccoli sbalzi d’acqua montani). Invece è strategico l’utilizzo dell’ energia solare; il suo valore aumenta esponenzialmente scendendo da nord verso sud. Questa è una risorsa di cui l’Italia è molto ricca e su cui conviene fare affidamento. Sul solare fotovoltaico poi, si possono innestare le nanotecnologie per aumentarne molto l’efficienza in genere scarsa. Un altro aspetto strategico è poi quello della ricerca nel campo dell’accumulazione delle fer in quanto tuttora le batterie sono di scarsa durata e molto costose.

CONCLUSIONI
Una “nuova ecologia” è possibile? E’ possibile coniugare il sacro e la tecnologia? E’ possibile un nuovo umanesimo basato sullo “sviluppo intelligente”? Queste sono gli interrogativi fondamentali che l’Uomo del XXI secolo si trova ad affrontare in questa difficile transizione sociologica che fa delineare addirittura un nuovo periodo geologico, l’antropocene. Le carte sono, come al solito, nelle mani dell’Uomo stesso. E starà a lui, tramite il giusto dosaggio di una buona scienza ed una ancor più buona tecnologia, riuscire a creare un nuovo modello di sviluppo finalmente completo ed equilibrato.


vatinnoGiuseppe Vatinno
fisico, scrittore e giornalista




BIBLIOGRAFIA

Pelanda Carlo, Futurizzazione, http://www.carlopelanda.com/italian/libri/futurizzazione.htm
Vatinno Giuseppe, http://www.technologyreview.it/_media/__old/pdf/180712051123_tr4-12web42-43.pdf
Vatinno Giuseppe, http://www.armando.it/ecologia-politica8255
Vatinno Giuseppe, http://www.armando.it/aenigma8544