Il rilancio del commercio a Milano - C. Persiani

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commercioupOccorre tornare ad una evoluzione economica del terziario basata su quel “welfare ambrosiano” frutto di una collaborazione costante (ora dimenticata) tra pubblico e privato, che si deve estrinsecare nel chiedere al “pubblico” di fare forse meno ma, senz’altro meglio, e all’iniziativa privata di assumere le responsabilità di ordine generale di cui è stata in passato ed è ancora capace.

Una evoluzione che tenga conto delle nuove realtà come, ad esempio, l’imprenditorialità (e la forza lavoro per la quale abbiamo ottimi istituti di avviamento professionale a disposizione di iniziative della futura amministrazione) extracomunitaria scegliendo ed incoraggiando quella sana, che c’è, che è fatta di lavoro e di rispetto delle regole, che crea ricchezza e posti di lavoro e che dà alle nostre città imprese italiane guidate da imprenditori nati altrove, ma orgogliosi di intraprendere e lavorare qui. Ma anche la forza lavoro immigrata in questi anni, pur se di bassa qualità, potrebbe trovare sbocchi con una formazione mirata (abbiamo ottime scuole di formazione!) sostenuta dal Comune che dia una possibilità a chi ha voglia di lavorare e di lasciare una vita degradata in strade degradate e ai limiti della legalità.

Occorre puntare poi sul rafforzamento della produttività delle imprese attualizzata anche da una valorizzazione del rapporto vitale tra città, commercio e servizi, terziario e produttivo.

Piccole imprese

Occorre definire nuovi percorsi condivisi per la gestione e lo sviluppo di modelli virtuosi quali i distretti urbani che integrano produzione, terziario e servizi, fin qui valorizzati e finanziati dalla Regione, più che dal Comune.

Occorre dare impulso a contratti di quartiere per l’insediamento di esercizi commerciali, artigianali, di produzione o servizi e per favorirne lo sviluppo, soprattutto nelle periferie, limitando l’arrivo di esercizi non “tradizionali” né necessari come altri kebab stores, i centri massaggi, i finti mercatini delle pulci dove si scambia e si vende di tutto in clandestinità, senza regole né controlli.

Occorre riqualificare Sogemi e sviluppare nuove attività di commercio all’ingrosso con attenzione agli impatti generati dalla movimentazione delle merci e creare piattaforme logistiche intermedie, per agevolare la distribuzione ai punti di vendita.

Salvaguardare poi la sopravvivenza delle botteghe storiche con un apposito circuito di attività da sottoporre a vincolo giuridico ed a tutela. Promuovere la sottoscrizione di protocolli di intesa Pubblico – Associazioni e accordi con le Forze dell’Ordine e Polizia locale per combattere efficacemente abusivismo e contraffazione con coordinamento interforze e collaborazione con gli operatori dei mercati. Il mercato abusivo ha invaso Milano, cresce in nuovi settori come l’alimentare e i medicinali contraffatti mentre calano controlli e soprattutto i sequestri.

In tema di sicurezza, rafforzare la collaborazione con le categorie più soggette al rischio di furti e rapine, presidiando meglio, anche con collaborazioni interforze, il territorio.

Promuovere infine iniziative per sostenere gli imprenditori vittime di criminalità.

Regolamenti

  • Approvare un nuovo testo sul rilascio delle licenze di ristorazione, essendo l’attuale ormai obsoleto, inadeguato e scaduto.
  • Aggiornare le norme igienico sanitarie con la definizione di un nuovo regolamento di igiene che tenga conto della evoluzione delle tecnologie a disposizione degli insediamenti rispetto a trent’anni fa, e delle mutate esigenze dei consumatori.
  • Sottoporre a revisione complessiva il regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti basandolo sulla reale attività e non sulle dimensioni.
  • Regolamentare in termini di pagamento forfetario annuale (facoltativo) l’imposta sulla pubblicità.

Mobilità e infrastrutture

  • Occorre una nuova valutazione sul reimpiego dei proventi di Ecopass
  • Condividere con “organizzazioni portatrici di interessi collettivi” i progetti per la realizzazione di aree pedonali di facile accesso, piste ciclabili, cantieri viabilistici.
  • Implementazione e informatizzazione telematica delle piazzole di carico e scarico merci.

Attrattività 

  • Improntare politiche integrate locali del turismo alla valorizzazione del ricco patrimonio artistico storico culturale e ambientale anche periferico (ad es. basiliche romano/gotiche dell’hinterland) per incentivare la competitività del mercato turistico e evitare l’introduzione della tassa di soggiorno.
  • Rafforzare l’assistenza e informazione turistica e promuovere l’integrazione dei servizi offerti dalla città.

Servizi e innovazione

  • Istituzione di una “consulta” dedicata ai settori dei servizi e delle professioni.
  • Attivare un fondo permanente per l’innovazione.


persianiCostante Persiani

già vicedirettore generale Confcommercio nazionale

e direttore generale Confcommercio Milano