Convegno "Una Milano competitiva": scenari di sintesi - G. Valditara

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duomomilanoQuesto convegno è organizzato da Logos Lab con il patrocinio della Lega NordCosa è Logos Lab? È un laboratorio di idee e di proposte, che coinvolge una settantina di docenti universitari e professionisti di alto profilo, ed esponenti del mondo dell'impresa. La nostra è una sfida culturale non solo alla sinistra di questa città, è una sfida alla sinistra per un nuovo modello di società.

Il convegno odierno è il prosieguo di quello del 22 novembre in cui abbiamo presentato una bozza di programma per Milano ed è il primo di una serie di convegni sulla realtà milanese e nazionale in cui presenteremo alcune proposte in collaborazione con la Lega Nord. Oggi parliamo di una Milano competitiva, le prospettive per una crescita della nostra città.

Il quadro presuppone innanzitutto chiarezza sul modello di sviluppo economico che si persegue, e chiarezza sul ruolo nazionale ed internazionale di Milano. A sua volta implica il rafforzamento di una identità (ogni comunità ha bisogno di una identità forte per crescere) e una maggiore autonomia.

La nostra idea di società è la espressione naturale dello spirito ambrosiano e lombardo, in cui noi ci identifichiamo appieno: cittadini che hanno nel Dna la cultura del fare, che non aspettano e non subiscono, che vogliono tornare ad essere padroni del destino della propria città, cittadini che sono l'anima vitale della volontà di rinascita della loro città. Come è sempre stato nella nostra storia: Milano anticipa il futuro, non è abituata ad aspettare l'intervento dall'alto, dalle istituzioni, dal pubblico, anzi ha sempre voluto e costruito da sé il proprio avvenire, dai tempi della scelta fatta dai milanesi del loro vescovo, Ambrogio, dall'età dei comuni con la sfida all'impero, alla Milano di Leonardo, all'epoca austriaca in cui Milano era con Vienna e Praga la più ricca e civile città dell'impero, fino alla ricostruzione postbellica.  Il nuovo skyline è il simbolo plastico di una città che è da sempre, dalla prima centrale termoelettrica d'Europa al premio Nobel Natta per i nuovi materiali, la più moderna e la più avanzata d'Italia. D'altro canto il ruolo del pubblico è spesso stato quello di agevolare lo sviluppo del privato e non come altrove di penalizzarlo.

Milano è inoltre un ponte, come evoca il suo nome, Mediolanum/Midland, terra di mezzo, che collega Nord Europa e Mediterraneo, una grande metropoli con la testa però da sempre ben piantata nel centro dell'Europa.

logoslab300La nostra Milano deve tornare a produrre e distribuire ricchezza. Deve diventare la più importante città dell'Europa centromeridionale. Alcuni passaggi sono essenziali.

Le infrastrutture: da sempre le vie sono le strade dello sviluppo. Le reti telematiche: occorre estendere il cablaggio all'area metropolitana e diffondere su tutta la città il collegamento wifi gratuito. I collegamenti stradali: Milano in certe ore del giorno è quasi irraggiungibile, milioni di euro di produttività bruciata. Non si potrà parlare di sviluppo sino a quando da Novara, da Malpensa, da Bergamo per entrare in città si devono perdere ore alla mattina e alla sera. Gli aeroporti: Malpensa deve tornare ad essere un grande hub intercontinentale con l'obiettivo di raddoppiare il numero attuale di passeggeri. I collegamenti ferroviari, penso a due priorità: un sistema di collegamento esteso sul modello di Monaco di Baviera con una vasta rete ferroviaria suburbana che utilizzi il passante; lo sviluppo di Alptransit: a giugno gli svizzeri avranno completato la linea ad alta velocità tra Lugano e Zurigo, ma da Chiasso a Milano si andrà ancora a 110 km/h. e l'alta velocità con Genova è lontano da essere realtà.

Milano capitale delle start up, come Londra, e Berlino, mettendo a disposizione spazi, incentivi, risorse per favorire nuove iniziative imprenditoriali.

Nella ricerca e nella innovazione occorre fare di Milano un polo mondiale nei settori in cui la città è tradizionalmente forte: nuovi materiali, biotecnologie, ricerca tecnologica, information technology e tecnologie applicate alla finanza, incentivando anche l'arrivo dei migliori scienziati. Milano ha una rete eccellente di università, umiliata dal dirigismo renziano che di fatto l'ha estromessa dalla gestione dell'area Expo. Milano deve essere la capitale della innovazione e quindi della modernità.

È necessario creare una vera piazza finanziaria, che sia la più importante di tutto il Sud Europa: investendo dunque sulla formazione degli operatori, ma anche portando qui le strutture chiave. Sfidiamo Renzi e la sinistra: si deve portare a Milano la Consob, ma anche Banca d'Italia: è uno spreco enorme di risorse che chi vigila sulle banche milanesi debba stare a Roma e passare quasi metà dell'anno in trasferta a Milano. La Cassa depositi e prestiti può benissimo entrare in questa piazza finanziaria totale: oggi infatti svolge essenzialmente attività finanziaria. E non può mancare l'Antitrust: le aziende controllate risiedono qui.

Un passaggio importante per favorire l'avviamento di nuove attività e attirarne da fuori è la diminuzione delle imposte comunali sugli immobili destinati ad uso commerciale, imprenditoriale, professionale. Così decisivo è poter contare su una macchina comunale realmente al servizio di cittadini e imprese, come è nella tradizione ambrosiana.

E ancora: occorre lanciare il Made in Milan. È un marchio di successo non meno del Made in Italy, ha un notevole valore. Questo significa che il comune deve valorizzare la produzione artigianale milanese. E così anche promuovere in rete i prodotti dell'artigianato, del design, dell'arredo milanese. La regia del comune è fondamentale.

Si deve favorire il turismo e il commercio anche con piccole iniziative, ma molto utili: penso alla introduzione e diffusione di pannelli interattivi (touchscreen) nelle zone di maggiore passaggio o ritrovo con una duplice finalità: fornire informazioni (es. orario dei treni, bus, percorsi metro, mappe della città, servizi di pubblica utilità come farmacie, segnalazione di musei e monumenti da vedere in zona, ecc.) e stimolare gli acquisti, e quindi promuovere il commercio milanese (es. segnalazione dei ristoranti più vicini, negozi in zona, ecc.). In altre nazioni si sta diffondendo sempre più il concetto di PHYGITAL (abbinamento fisico e digitale) (possibilità di acquistare tramite pannelli touchscreen dalle specialità alimentari al capo d'abbigliamento fino ai biglietti per un concerto o per una mostra).Una rete di pannelli consentirebbe la fruizione più ampia e completa della città da parte di turisti e professionisti di passaggio che vogliono sfruttare il limitato tempo libero per esplorare la città e viverla. Una sorta di "Milano in tasca", a portata di app di cellulare.

Per concludere una considerazione più generale: Milano è la capitale della regione più avanzata d'Italia. Secondo uno studio di Confcommercio se la spesa pubblica pro capite fosse in Italia come quella lombarda, si risparmierebbero 83 miliardi di euro. Milano non può permettersi un ritorno ad un dirigismo romanocentrico: Milano come tutta la Lombardia ha bisogno di uno statuto di autonomia particolare. Il nuovo sindaco deve pretendere in appoggio e d'intesa con il presidente della Regione l'attivazione dell'art.116.3 della Costituzione. Già Cattaneo scriveva nel 1830 che le scuole professionali sono fondamentali per lo sviluppo di un territorio. Non possiamo permettere che un settore strategico per la crescita di Milano torni a Roma.

Mi sono limitato ad una visione d'insieme, gli interventi successivi svilupperanno singoli temi all'insegna di competenza, serietà, concretezza.

Da Milano può partire un percorso per disegnare un nuovo modello di Italia, da Milano può ripartire un'Italia che ancora stenta ed arranca. 


valditarasmallGiuseppe Valditara

professore ordinario di diritto privato romano

Università degli Studi di Torino

già preside dell'ambito di giurisprudenza dell'Università Europea di Roma