La caduta dell'impero romano - Peter Heather

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copertinaheatherLa caduta dell'impero romano è da sempre uno dei più affascinanti enigmi della storia. Roma disponeva di una formidabile forza militare ed economica, su un territorio immenso, che si estendeva dal Vallo di Adriano ai confi ni con la Scozia fi no all'Eufrate, dall'Africa settentrionale al Reno e al Danubio. Era una macchina perfetta e collaudata, con una rete capillare di strade e di fortezze, ricche città e una organizzazione amministrativa per certi versi insuperata.


Nel giro di un secolo, tra la battaglia di Adrianopoli nel 378 d.C. e la deposizione dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo nel 476 d.C., la superpotenza più longeva della storia venne sconfi tta e occupata da bande di invasori «primitivi», distrutta da quei barbari ritenuti quasi incapaci di organizzazione e di pensiero razionale. Come è potuto accadere?


Le ricostruzioni più diffuse hanno dipinto una civiltà decadente e corrotta, troppo «civilizzata» e magari indebolita dal cristianesimo. Ma a giocare un ruolo determinante furono anche semplici dettagli, come gli archi degli unni, più lunghi e potenti di quelli dei nemici, e il carico fi scale imposto dalla capitale alle province. Con una narrazione sempre appassionante, ricca di episodi e personaggi memorabili, Peter Heather confuta i luoghi comuni, mettendo a frutto le sue competenze economico-militari e le sue approfondite conoscenze sui barbari, ricostruendo in maniera brillante e persuasiva gli scontri e le battaglie, ma anche i tentativi di integrazione alle frontiere dell'impero.


La caduta dell'impero romano traccia così un grande affresco del IV e V secolo; con acute e meditate analisi getta nuova luce su quella che Gibbon ha defi nito «la scena più grande, forse, e più terribile della storia dell'umanità».


Garzanti Editore