Lombardia è ricerca e innovazione: la L.R. 29/2016 - P. Foroni

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lampadinaRegione Lombardia sostiene fattivamente e concretamente la ricerca e l’innovazione quali leve indispensabili per aumentare la competitività del proprio sistema di imprese e il benessere di tutti i cittadini: già oggi ogni anno tra risorse private e pubbliche in Lombardia 7 miliardi di euro sono a ciò investiti. Ma non bastava. Occorreva un intervento legislativo organico che meglio disciplinasse ed incentivasse la ricerca e l’innovazione. Invero, nonostante la crisi, Regione Lombardia ha intrapreso da tempo un percorso di sostegno al tessuto economico lombardo approvando, dapprima, la legge regionale 19 febbraio 2014, n. 11, “Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività” che ha introdotto processi di semplificazione in favore delle imprese e previsto strumenti innovativi di sostegno alla competitività; successivamente è stata adottata la legge regionale 24 settembre 2015, n. 26, “Manifattura diffusa creativa e tecnologica 4.0" che contempla strumenti a sostegno del “manifatturiero avanzato”, dell’artigianato e dell’innovazione.

Questo percorso virtuoso si è quindi recentemente arricchito a seguito dell’approvazione della legge regionale 23 novembre 2016, n. 29, “Lombardia è ricerca e innovazione” (titolo certamente emblematico ed esaustivo), unica nel panorama normativo italiano, che interviene sulla governancedel sistema di ricerca e innovazione, focalizzandosi in particolare sugli ambiti strategici: dell’innovazione sistemica, del trasferimento tecnologico e della ricerca applicata, dai quali dipendono competitività e benessere. Tale legge è il frutto di un intenso lavoro della IV Commissione del Consiglio regionaleche ha svolto, nell’ambito dell’istruttoria della legge 29, numerose audizioni con i soggetti del mondo della ricerca e dell’innovazione. Gli stakeholders (dalle università, ai cluster, ai parchi scientifici e tecnologici agli IRCS) sono stati coinvolti nel processo di formazione della legge fin dalla fase iniziale anche attraverso l’utilizzo di modalità digitali. E’ stato un lavoro certamente intenso ma, che riteniamo, ha prodotto un risultato ottimale.

La nuova normativa introduce, infatti, un insieme di strumenti per innovare le politiche regionali, al fine di agevolare il coordinamento con i diversi livelli di governo coinvolti negli interventi regionali. In particolare la normativa potenzia l’intervento regionale in R&I e favorisce l’empowerment dell’ecosistema regionale della ricerca attraverso politiche e strumenti innovativi da sviluppare anche nell’ambito della piattaforma Open Innovation.

Nello specifico:

  1. La legge regionale 29 del 2016 innova il modello di governance attraverso l’istituzione di una cabina di regia interassessorile che predisporrà l’atto fondamentale con il quale il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, definirà il quadro degli interventi da attuare nel triennio (Programma strategico triennale per la ricerca l’innovazione e il trasferimento tecnologico). Tale atto, per la prima volta, definirà un obiettivo minimo di spesa da destinare alla promozione dell’innovazione, a soluzioni innovative e più in generale agli investimenti in R&I.

  2. Il modello di governance introdotto dalla legge si completa con l’istituzione di un Foro regionale per la ricerca e l’innovazione che sarà composto da ricercatori e scienziati con esperienza internazionale. Tale foro avrà funzioni consultive, propositive, informative e di valutazione dei risultati della ricerca e della loro industrializzazione.

  3. Una missione fondamentale di questo nuovo organismo sarà quella di facilitare il trasferimento e la traslazione della ricerca: dovrà non solo indicare i settori fondamentali ove dovrà dirigersi la ricerca ma altresì favorire che tale attività non rimanga chiusa nei cassetti ma immediatamente venga riversata sia nell’attività d’impresa che nell’assistenza e cura delle persone cioè nel settore sanitario.

  4. La legge statuisce letteralmente che almeno il 3% del bilancio regionale venga investito in ricerca e innovazione. Si tenga presente che tale percentuale è di molto superiore rispetto a quella investita dallo stato italiano rispetto al relativo bilancio nonostante i tanti annunci e anche in questo la Lombardia si distingue. Lo sforzo della regione è tanto più degno di nota se si calcola che l'investimento complessivo in ricerca e sviluppo in Italia ammonta all'1.31% rispetto al Pil.

  5. Infine una mission di principio ma fondamentale contenuta letteralmente nella normativa: cercare di riportare in Lombardia, i tanti ricercatori italiani che sono stati “costretti” a proseguire le proprie ricerche all’estero.

Una sfida certamente ambiziosa, ma una sfida fatta con la coscienza e volontà che questa è la strada obbligata da percorrere con forza e coraggio sapendo che la Lombardia ha tutti i mezzi, le intelligenze e le strutture per emergere definitivamente anche in questo settore.


foroniPietro Foroni

presidente commissione attività produttive, commercio, turismo, ricerca e innovazione Regione Lombardia

avvocato, responsabile Ufficio Legale Lega Lombarda