Interventi a livello regionale per supportare le PMI verso la manifattura avanzata e l'innovazione dei servizi - G. Bracchi

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ingranaggiAnche le PMI che “ce la possono fare” e che esportano sono:

-        poco capitalizzate e troppo dipendenti dal credito bancario, che andrà riducendosi per le piccole realtà anche a causa delle nuove regolamentazioni (Basilea III e BCE);

-        con scarsa capacità di investimento per l’innovazione digitale e produttiva nella direzione “manifattura 4.0”;

-        poco coinvolte nell’innovazione “aperta” e con scarsa capacità di accesso alle agevolazioni pubbliche comunitarie e nazionali per l’innovazione;

-        non in grado di affrontare la transizione verso un’economia circolare e una  migliore gestione delle risorse.

Sono necessarie più organiche e flessibili iniziative a livello regionale, che affianchino organicamente e rendano più concrete, semplici e vicine al tessuto economico e produttivo quelle nazionali ed europee, le quali sono mirate in modo generale soprattutto a incentivi fiscali per gli investimenti innovativi, crediti di imposta per ricerca, contributi per grandi progetti di ricerca applicata. 

In questa direzione si sta già muovendo, ad esempio, la Regione Lombardia, con la legge regionale 23 Novembre 2016 n. 29, “Lombardia è ricerca e innovazione”, che interviene sulla governance del sistema di ricerca e innovazione, focalizzandosi sull’innovazione sistemica, sul trasferimento tecnologico e sulla ricerca applicata’ e recependo anche diverse indicazioni fornite dagli esperti di Logos-rivista (si veda l’articolo di Pietro Foroni, presidente commissione attività produttive, commercio, turismo, ricerca e innovazione della Regione Lombardia, sul numero di dicembre 2016 di Logos-rivista).

In diverse Regioni esistono, peraltro, valide competenze per i diversi argomenti della manifattura avanzata (robot interconnessi, stampa 3D, software di simulazione processi e realtà aumentata, internet industriale e sensoristica, integrazione e comunicazione informazioni, cybersicurezza, big data e analytics) e più in generale dell’innovazione digitale presso alcune università e centri di ricerca (ad es., i Politecnici e alcuni Centri del CNR), ma rimane difficile e sporadica la collaborazione diretta con le PMI, anche per diversità di approccio e di meccanismi di carriera dei ricercatori.

Appare necessario creare/ rafforzare reti regionali di centri di innovazione specializzati nella manifattura avanzata e nel digitale (Innovation Hub). Va però osservato che:

-        Le passate esperienze di costituzione di poli tecnologici in tutte le Regioni del Paese, e non solo nel Mezzogiorno, hanno incontrato seri problemi a causa della mancanza di reali competenze e di ragionevoli ricavi provenienti dalla fornitura di servizi.

-       Appare necessario creare gli Innovation Hub sotto forma di strutture autonome (consorzi, fondazioni, società di partecipazione, ecc.), ma accanto a centri di ricerca dotati di adeguate competenze, in modo da potersi appoggiare alle loro specializzazioni e strutture, ma gestendo il rapporto con le PMI con personale a tal scopo dedicato (esempio: Fraunhofer Institute tedesco, in Lombardia Fondazione Politecnico di Milano).

L’iniziativa a livello regionale qui proposta si articola su due interventi, rivolti il primo alla creazione/rafforzamento di Innovation Hub, e il secondo ai progetti/incentivi per le PMI.

INTERVENTO 1: centri di innovazione specializzati nella manifattura avanzata e nel digitale.

Questo intervento riguarda l’adozione a livello regionale di misure per favorire lo sviluppo di selezionati Innovation Hub specializzati nella manifattura avanzata e nel digitale, realizzati in strutture autonome pubblico/private affiancate alle università e ai centri di ricerca più qualificati, che svolgano funzioni di:

-        Technology Gatekeeper per l’esplorazione del mercato delle tecnologie, l’advisory tecnologico, l’analisi del fabbisogno innovativo su prodotti e processi: spesso le PMI producono e operano in un certo modo senza essere coscienti delle inefficienze o miglioramenti che si potrebbero avere con le nuove tecnologie;

-       coordinamento di progetti innovativi e sviluppo insieme alle PMI di proposte per l’accesso ai fondi e agli strumenti finanziari europei, nazionali e regionali per la ricerca applicata e gli investimenti innovativi;

-        collaborazioni strutturate fra partner di filiera;

-        assistenza nella industrializzazione di idee e nella brevettazione;

-       incubazione di start-up innovative; si promuove la realizzazione di incubatori specializzati di start-up innovative di adeguata dimensione, favorendo anche la convergenza degli incubatori già esistenti verso quelli che hanno dimostrato la maggiore efficacia;

-       realizzazione, in collaborazione con aziende di mercato, fornitori di tecnologie/impianti/servizi e centri di ricerca/Università, di alcuni Living Lab, che sviluppano live demo e progetti pilota in vivo con evoluzione continua, dimostrando la fattibilità delle soluzioni tecnologiche;

-        collaborazione e accesso alle competenze di analoghe strutture europee, come il Fraunhofer Institute tedesco

INTERVENTO 2: misure rivolte a progetti/incentivi per le PMI

Con questa proposta di intervento si rafforzano iniziative regionali perché le PMI possano concretamente attuare un programma pluriennale di investimenti innovativi nella direzione 4.0, avvalendosi degli Innovation Hub e alleviando le attuali difficoltà di investimento e di accesso al credito bancario:

1) Si lanciano bandi per progetti di manifattura 4.0 e di innovazione digitale dei servizi rivolti alle PMI, eventualmente collegate in filiere e in collaborazione con gli Innovation Hub ed i centri di ricerca.

Gli incentivi previsti dai bandi, data la situazione attuale dei tassi di interesse, dovranno avere la forma di contributi a fondo perduto, piuttosto che di credito agevolato. Le anticipazioni sui contributi a fondo perduto potranno consistere, senza prestazione di garanzie bancarie, anche in pagamenti diretti da parte delle finanziarie regionali per l’acquisto (anche presso gli Innovation Hub) di beni e servizi previsti nei progetti presentati ed approvati.

2) Si favorisce la formazione di capitale umano qualificato tramite:

-          il lancio di alcuni master specializzati presso le Università qualificate e di alcuni dottorati executive;

-          la specializzazione di diversi Istituti Tecnici, dotandoli di adeguati laboratori e di programmi formativi aggiornati e coerenti con le esigenze delle imprese;

-          il supporto all’alternanza scuola-lavoro;

-          la diffusione presso la PMI del “Learning by hiring”, agevolando l’inserimento di risorse umane con skill chiave.

3)  Si rafforzano iniziative di carattere finanziario perché le PMI possano concretamente riprendere un programma pluriennale di investimenti innovativi, riequilibrando il proprio stato patrimoniale, superando le crescenti difficoltà di accesso al credito bancario, con l’affiancamento di misure regionali per la finanza alternativa alle misure nazionali ed europee che prevedono fondi di garanzia, cartolarizzazione di crediti bancari, prestiti agevolati, fondi specializzati, ecc., e in particolare:

-    si promuovono anche a livello regionale piccoli fondi di Private Equity e Mezzanine Finance dedicati alle PMI, e di fondi di Venture Capital specializzati;

-    si facilita la diffusione dell’uso di “mini bond” per l’accesso al mercato obbligazionario, di bond di distretto e di territorio, e di strumenti di finanza per le reti di impresa;

-    si rafforzano in generale i nuovi intermediari non bancari nel campo della finanza di progetto, i Confidi e il credito a medio-lungo termine.

4)  Si investe nell’innovazione nella Pubblica Amministrazione nella direzione della digitalizzazione dei servizi, per sostenere la prestazione competitiva delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, e per creare rapidamente  nuovi  mercati  di  sbocco di beni e servizi ad alto contenuto innovativo:

-    valorizzare soluzioni che permettano di rendere disponibili le informazioni ai cittadini a partire dal contesto Open Data;

-    diffondere strumenti che favoriscono soluzioni innovative quali l’appalto precommerciale, nel quale la PA intende interpretare il ruolo non più di  mero "finanziatore" di innovazione,  ma di "cliente intelligente" e di  "co-innovatore",  capace  di  incidere  sui piani di ricerca e sviluppo delle  imprese, in  modo  da  orientarli verso il soddisfacimento del reale interesse  pubblico; tale strumento pone l’innovazione come obiettivo della spesa pubblica incentivando  al contempo l’iniziativa privata.


bracchiGiampio Bracchi

presidente emerito Fondazione del Politecnico di Milano